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	<title>Webgriffe® magazine &#187; Tendenze del web</title>
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	<description>Immaginare, creare e innovare.</description>
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		<title>Il futuro del web design</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 16:18:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sempre più spesso nei miei incontri di lavoro, quando si inizia a parlare a ruota libera del web, di questa o quella tendenza, mi viene chiesto ad un certo punto: &#8220;Qual&#8217;è il futuro del Web?&#8221;. Non ho la sfera magica ma credo che oggi vedere il futuro del Web vuol dire provare a capire ciò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre più spesso nei miei incontri di lavoro, quando si inizia a parlare a ruota libera del web, di questa o quella tendenza, mi viene chiesto ad un certo punto: &#8220;Qual&#8217;è il futuro del Web?&#8221;. Non ho la sfera magica ma credo che oggi vedere il futuro del Web vuol dire provare a capire ciò che è strettamente indispensabile a chi lo usa. Se i prodotti commerciali obbediscono alle leggi di mercato il Web è delineato direttamente dall&#8217;utente. Se l&#8217;utente vuole qualcosa se la prenderà, o la creerà egli stesso.</p>
<h2>Semplicità</h2>
<p>Penso sia la semplicità la tendenza fondamentale del domani. I siti Web oggi a disposizione sono ancora troppo &#8220;difficili&#8221; da utilizzare: pieni di informazioni spesso irrilevanti, contengono funzionalità dai contorni confusi. Ad esempio visitare un sito di news significa essere bombardati da pubblicità e molteplici funzioni non chiare. Molti siti vogliono fare troppo e troppo in fretta.<br />
Le ragioni di questo errore sono diverse.</p>
<p>Sono pochi i proprietari di siti che hanno un chiaro <strong>modello di business</strong>. Molti siti si costringono a guadagnare denaro attraverso una pubblicità insistente e casuali funzionalità legate all&#8217;eCommerce. Pensano che offrendo di più hanno maggiori possibilità di guadagnare qualche Euro. Progetti di successo come Google, Flickr, World of Warcraft o Farmville dimostrano esattamente il contrario: si ispirano infatti al principio per cui si deve fare una cosa sempre al meglio, semplificando e non facendo affidamento sulla pubblicità casuale. I Web manager hanno bisogno di un modello di business razionale e di una razionale struttura dei siti se vogliono guadagnare più denaro online. Invece di ammassare funzionalità i siti dovrebbero essere &#8220;più intelligenti&#8221; mostrando pochissimi dati inutili e consegnandoci solo gli elementi rilevanti.</p>
<p>Molti siti Web hanno un funzionamento confuso perché non sono stati creati con la giusta <strong>cura in fase progettuale</strong>. Maggior chiarezza e maggiore semplicità non abbassano il livello d&#8217;insieme, al contrario, si è semplici quando ci si prende cura dei dettagli.<br />
Pensate a Google e alla sua semplicità: all&#8217;utente vengono risparmiati i dettagli tecnici della ricerca e i risultati si dispiegano di fronte ai suoi occhi in un modo talmente completo da non fargli sentire il bisogno di grafica accessoria. Un numero sempre più alto di siti funziona in questo modo semplice e chiaro.</p>
<p>I professionisti del Web dimenticano molto spesso quanto intricata la logica della Rete può apparire a coloro che non appartengono al settore. Se non si è un Web designer, la maggior parte dei siti possono sembrare una vera e propria partita a scacchi. Tutto questo però sta cambiando: anche nelle scuole di Web design fortunatamente si sta iniziando a capire che la <strong>fruibilità e la semplicità</strong> (l&#8217;usabilità) rappresentano gli unici fari da prendere come riferimento.</p>
<h2>Velocità</h2>
<p>Oltre l&#8217;usabilità entra in gioco anche la velocità. La ragione principale per cui (con mio grande dispiacere) la televisione rappresenta ancora un media tremendamente popolare è che nessun sito Internet riesce a battere la velocità di un telecomando. Allo stesso modo nessuna pagina Web potrà mai equiparare la rapidità con cui sfogliamo fisicamente un libro. Lo stesso può essere detto riguardo la radio: viaggiare tra una stazione e l&#8217;altra continua ad essere più semplice che caricare il proprio iPhone. In termini di velocità le interfacce tradizionali rappresentano ancora punti di riferimento importanti per i Web designer.</p>
<p>Le persone hanno cominciato a usare Twitter e Facebook per i messaggi diretti al posto delle E-mail poiché questi sistemi richiedono un numero minore di passaggi fisici per comunicare. I Web designer del futuro si concentreranno meno sulla superficie estetica e di più sulla velocizzazione dei processi Web, riducendo la gestualità necessaria. Il modo migliore per imparare qualcosa sulle interfacce veloci è studiare quelle disponibili nella nostra quotidianità: penso alle maniglie delle porte, ai cassetti, alle bottiglie di shampoo. I Web designer devono avere un occhio di riguardo per il lavoro dei designer dei prodotti tradizionali.</p>
<h2>Estetica</h2>
<p>Dopo la semplicità e la velocità, un altro nodo fondamentale è l&#8217;estetica.<br />
La User Experience è nell&#8217;interfaccia non nell&#8217;estetica. Pensate all&#8217;impiego di Internet nella telefonia mobile: isiti pensati per i telefonini non badano a un&#8217;estetica di superficie. Per questo hanno successo. Le dimensioni ridotte dello schermo e la capacità di trasferimento dei dati dei nostri cellulari costringono i designer a tagliare tutti gli elementi ornamentali, e a concentrarsi sulla pura interazione con l&#8217;utente. Così i designer, invece di dedicare tempo allo sfarzo e alla cromia migliore o sul tipo di carattere da impiegare, dovranno concentrarsi sull&#8217;interfaccia e su quello che ci farà l&#8217;utente.</p>
<p>La preoccupazione per l&#8217;estetica è un&#8217;eco degli anni Novanta. Spesso le stesse figure dirigenziali fanno confusione con i processi di design e pretendono di vedere applicate al Web soluzioni estetiche che continuano a imporre alle proprie aziende da anni. Gli amministratori delegati non dovrebbero essere coinvolti nelle attività di Web design ma solo nelle strategie commerciali legate al loro sito.<br />
Se un progetto di web design aziendale si decide in un processo top-down (cioè dove la questione di solito si attorciglia attorno a dettagli insignificanti, del tipo: &#8220;Il nostro logo deve essere quadrato o tondo? Blu o verde?&#8221;) non si va lontano. Fortunatamente il cambiamento da &#8220;ciò che la dirigenza vuole&#8221; a &#8220;ciò di cui l&#8217;utente ha bisogno&#8221; sta per compiersi in svariati settori. Una delle ragioni per cui la Wii di Nintendo e l&#8217;iPhone di Apple hanno vinto la loro battaglia contro concorrenti più potenti è che sono molto più vicini all&#8217;utente rispetto agli altri prodotti sul mercato.</p>
<h2>Trend principali</h2>
<p>In quest&#8217;ottica la standardizzazione del Web design è un fatto molto positivo: dopo gli anni di anarchia stilistica in cui si ricorreva alla fantasia più sfrenata l&#8217;introduzione di elementi di standardizzazione ha prodotto soluzioni molto più semplici da usare. Il numero di possibilità teoriche per progettare un sito Internet sono infinite, ma in realtà esistono solo poche cose che funzionano davvero. Nascono quotidianamente nuovi progetti dalle mani di professionisti del settore che hanno concentrato la loro attenzione sull&#8217;usabilità e sull&#8217;organizzazione del sito in modo da garantire la migliore esperienza possibile per l&#8217;utente.</p>
<p>La tecnologia segue un corso che va dal &#8220;primitivo&#8221; passando per il complicato, arrivando alla essenzialità.<br />
Il Web si sviluppa allo stesso modo, ma solo più velocemente. </p>


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<li><a href='http://blog.webgriffe.com/photobox-web-tool-per-fotografi/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Nasce photoBox: web tool per fotografi'>Nasce photoBox: web tool per fotografi</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>3 motivi per cui i Social Media stanno uccidendo i Motori di Ricerca</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 22:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I principali motivi per cui cerchiamo sono la ricerca di notizie/novità o di argomenti che già conosciamo e che vogliamo approfondire. Ho letto recentemente un articolo riguardo ad una comparazione del traffico sui differenti Social Media, che vengono anche raggruppati nel concetto di  &#8220;real time web&#8221; per la loro natura istantanea e frenetica. In particolare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I principali motivi per cui cerchiamo sono la ricerca di notizie/novità o di argomenti che già conosciamo e che vogliamo approfondire.</p>
<p>Ho letto recentemente <a href="http://www.borthwick.com/weblog/2010/01/17/real-time-web-data/" target="_blank">un articolo</a> riguardo ad una comparazione del traffico sui differenti Social Media, che vengono anche raggruppati nel concetto di  &#8220;real time web&#8221; per la loro natura istantanea e frenetica. In particolare mi ha colpito l&#8217;andamento di <a href="http://bit.ly/" target="_blank">Bit.ly</a>. Non so se tutti sapete di cosa si tratta&#8230; cerco di spiegarlo: è uno strumento nato per &#8220;accorciare i link&#8221; da inserire nei messaggi inviati tramite Twitter (dove c&#8217;è un numero limitato di caratteri da rispettare) o tramite altri strumenti di comunicazione come chat, blog e social media in genere. Se volete condividere un link a una pagina, ma questo è lungo o contiene caratteri strani che non vengono interpretati correttamente dallo strumento che state utilizzando, allora Bit.ly è la soluzione&#8230; e infatti è diventato il servizio più utilizzato al mondo per questo scopo.</p>
<p>Da una breve ricerca ho potuto appurare che l&#8217;andamento di traffico su Bit.ly potesse essere un ottimo indice del flusso delle informazioni nei Social Media e che quindi potesse essere in qualche modo messo a confronto con il traffico su Google Search a cui ci si rivolge per la ricerca delle informazioni. Qualcuno potrebbe non essere d&#8217;accordo ma penso che i due valori siano in qualche modo confrontabili alla luce del fatto che entrambi hanno come obiettivo quello di condurvi a pagine che vi interessano con la differenza che in un caso ci arrivare da una ricerca e nell&#8217;altro da una raccomandazione.</p>
<h2><img class="alignleft  size-full wp-image-894" title="Social media contro Motori di ricerca" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2010/02/socialmedia_searchengines.jpg" alt="" width="523" height="414" /></h2>
<p>Vediamo quindi quali sono i punti chiave della battaglia tra Social Media e Motori di ricerca.</p>
<h2>Raccomandazione</h2>
<p>Una notizia importante non ha bisogno di essere cercata. Ce la passiamo l&#8217;un l&#8217;altro nella bacheche di Facebook e sappiamo che troveremo una miriade di link ad approfondimenti e aggiornamenti continui su Twitter&#8230; in Google non troveremmo altro che link a notizie &#8220;vecchie&#8221;.<br />
C&#8217;è un motivo per cui questo trend penso di fermerà&#8230; ma ne riparliamo alla fine.</p>
<h2>Cura e qualità</h2>
<p>Ci sono così tante informazioni in rete che si rende necessario lavorare sempre più sulla loro cura e qualità per assicurarsi credibilità e fiducia da parte degli utenti. Gli strumenti che abbiamo a disposizione per il bookmarking (<a href="http://delicious.com/" target="_blank">delicious</a>), favoriting (<a href="http://www.facebook.com/" target="_blank">Facebook</a>, <a href="http://www.google.com/reader/" target="_blank">Google Reader</a> e <a href="http://www.twitter.com/" target="_blank">Twitter</a>) e lo storing offline (<a href="http://www.instapaper.com/" target="_blank">Instapaper</a>) sono in miglioramento continuo e ci mettono nelle condizioni di rivolgerci sempre meno ai motori di ricerca.</p>
<h2>Scarsa innovazione della ricerca</h2>
<p>Come condiviso da molti questo è il più grande problema a cui <a href="http://www.google.it/" target="_blank">Google</a>, <a href="http://www.bing.com" target="_blank">Bing</a>, <a href="http://www.yahoo.com" target="_blank">Yahoo </a>e qualsiasi altro motore di ricerca sta cercando di risolvere. Bing e Google si stanno dando battaglia per integrare anche il real time data nei risultati delle loro ricerche. Una conquista che riaprirebbe le danze per i motori di ricerca nei confronti dei social media anche alla luce del crescente livello di spam a cui questi ultimi sono soggetti, ma che i motori di ricerca riuscirebbero a filtrare con gli strumenti che hanno già a disposizione.</p>
<p>Stiamo a vedere. </p>


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<li><a href='http://blog.webgriffe.com/buttatevi-nei-social-media-anche-se-non-li-capite/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Buttatevi nei social media anche se non li capite!'>Buttatevi nei social media anche se non li capite!</a></li>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Il futuro dell&#8217;eCommerce</title>
		<link>http://blog.webgriffe.com/il-futuro-dellecommerce/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 10:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo recentemente partecipato al forum sull&#8217;eCommerce dal titolo &#8220;eCommerce 2009: segnali positivi, nonostante la crisi&#8221; che si è tenuto presso il Politecnico di Milano. Nella mezza giornata trascorsa al Politecnico sono stati messi in luce importanti aspetti del commercio elettronico internazionale e in particolare il ruolo che questa attività di business online può svolgere in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-857" title="Forum eCommerce 2009" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/11/forumecommerce.jpg" alt="Forum eCommerce 2009" width="540" height="195" /></p>
<p>Abbiamo recentemente partecipato al forum sull&#8217;eCommerce dal titolo &#8220;<strong>eCommerce 2009: segnali positivi, nonostante la crisi</strong>&#8221; che si è tenuto presso il <strong>Politecnico di Milano</strong>.<br />
Nella mezza giornata trascorsa al Politecnico sono stati messi in luce importanti aspetti del commercio elettronico internazionale e in particolare il ruolo che questa attività di business online può svolgere in un clima di recessione come quello che stiamo vivendo. Dopo alcune ore di immersione abbiamo potuto avere un quadro ben preciso del commercio elettronico in Italia e vogliamo condividere le nostre impressioni con voi.</p>
<p>I 20 top player italiani sono: 12 operatori del turismo (Airfrance, Alitalia, eDreams, Expedia, lastminute.com, Meridiana, Myair, Trenitalia, Tui.it, Venere, Volagratis, WindJet), 4 delle assicurazioni (Direct Line, Genertel, Genialloyd, Onlinear) e 2 telefoniche (Tim e Vodafone). Solo 2 operatori vendono prodotti (eBay e Yoox).</p>
<p>Vediamo alcuni dei dati salienti presentati:</p>
<ul>
<li>il popolo degli italiani che fanno acquisti online si aggira sui <strong>6,6 milioni di persone</strong> (probabilmente c&#8217;è molto ottimismo)</li>
<li>ogni acquirente spende in media <strong>900 Euro all&#8217;anno</strong> (siamo in linea alla media europea)</li>
<li>tassi di crescita 2009: <strong>+42%</strong> abbigliamento, <strong>+17%</strong> editoria e musica, <strong>+9%</strong> grocery, <strong>+7%</strong> informatica e elettronica e <strong>-3%</strong> per il turismo</li>
<li>in controtendenza rispetto all&#8217;estero si acquistano per il <strong>66% servizi</strong> mentre per il <strong>34% prodotti</strong></li>
<li>crescono le vendite all&#8217;estero <strong>+9% </strong>(in particolare nel settore abbigliamento)<strong><br />
</strong></li>
<li>invece si compra dall&#8217;estero nei settori biglietteria aerea e informatica ed elettronica di consumo</li>
<li>modalità di pagamento preferite: <strong>70%</strong> con carta di credito, <strong>11%</strong> con PayPal, <strong>9%</strong> bonifico, <strong>5% </strong>contrassegno, <strong>1%</strong> finanziamento, <strong>1%</strong> vaglia,  <strong>1%</strong> altro, <strong>2%</strong> frodi</li>
</ul>
<h2>Quali trend sono in atto?</h2>
<p>Molti operatori della distribuzione moderna stanno avviando progetti eCommerce anche se in modo graduale. Chiave di volta è rappresentata dalla multicanalità intesa come pluralità di strumenti per raggiungere gli utenti nel mondo reale e in quello internet e metterli nelle migliori condizioni per acquistare: così c&#8217;è chi acquisisce informazioni sulle abitudini di consumo dei propri clienti (sondaggi, carte socio ecc.), volantini online, la promozione del compra online e ritira presso il punto vendita ecc. Molti dei top player confermano la valenza di infoCommerce dei propri progetti: gli utenti utilizzano il sito eCommerce come catalogo/listino per fare una serie di valutazioni e comparazioni tra prodotti prima dell&#8217;acquisto nei punti vendita fisici.</p>
<p>L&#8217;abbigliamento è il settore con il più alto tasso di iniziative. Tutti i principali brand hanno aperto o stanno aprendo un negozio online.<br />
Tra il 2008 e il 2009 vi sono importanti ingressi di case di moda &#8211; Armani, Bata, D&amp;G, Diesel, Furla, Gucci, Meltinpot, Miss Sixty, Moschino, Pinko, Prada, Stone Island, Valentino &#8211; sia di alcune catene dell&#8217;abbigliamento sportivo come Cisalfa e Decathlon. Roberto Cavalli e Zara hanno annunciato l&#8217;imminente entrata online.<br />
Il colosso internazionale Yoox oltre a giocare un ruolo di leader di settore in termine di vendite sta avviandosi a diventare anche service provider vendendo la propria piattaforma a diversi operatori del settore.</p>
<p>Si affermano alcuni nuovi modelli di business: dal club online al service provider passando per il mobile commerce.</p>
<h2>Quali conclusioni possiamo trarre?</h2>
<p>Il mercato dell&#8217;eCommerce in Italia ha ancora molti spazi e nei prossimi anni saranno avvantaggiate quelle aziende che si saranno messe online per prime e avranno investito per fidelizzare i loro clienti online e migliorare servizi e modalità di vendita multicanale.<br />
Non ci sono complessità tecnologiche: le piattaforme di commercio elettronico si stanno livellando in termini di servizi offerti e la grossa differenza la faranno le attività di web marketing al contorno (e-mail marketing, social media, campagne banner e pay-per-click ecc.).<br />
L&#8217;allargamento verso un potenziale pubblico proveniente da tutto il mondo impone una attenta valutazione delle scelte strategiche di vendita online: logistica, gestione degli ordini, multi valuta, system integration ecc.<br />
In Italia è necessaria una intensa attività di miglioramento delle infrastrutture tecnologiche, di un abbassamento dei costi di connessione (mobile e non), di una maggior fiducia all&#8217;utilizzo di carte di credito, di una offerta di siti affidabili e sicuri in cui poter acquistare in sicurezza e risparmio.<br />
Riteniamo sia necessario intraprendere una serie di attività di informazione e promozione del commercio elettronico a partire dalle istituzioni fino agli istituti di credito: non basta aumentare o migliorare l&#8217;offerta se non si aumenta il numero degli italiani che acquistano online in piena libertà e senza timore.</p>
<p>In Webgriffe abbiamo dato vita a metà di quest&#8217;anno ad una serie di servizi di consulenza e sviluppo focalizzati sui progetti eCommerce: dopo il forum abbiamo avuto la conferma che aver investito tempo nello sviluppo di queste competenze è stata una scelta azzeccata e  vincente, anche a fronte di numerose richieste da parte di vecchi e nuovi clienti. È necessario però non perdere di vista che vendere online richiede la pianificazione di un progetto condiviso tra l&#8217;azienda e chi si occuperà dello sviluppo e della integrazione con sistemi CRM esistenti, così come prevedere nel tempo risorse dedicate alle attività di mantenimento e web marketing.</p>
<p>E voi siete pronti a vendere online? </p>


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<li><a href='http://blog.webgriffe.com/ecommerce-per-crescere/' rel='bookmark' title='Permanent Link: eCommerce per crescere'>eCommerce per crescere</a></li>
<li><a href='http://blog.webgriffe.com/crisi-economica-commerce/' rel='bookmark' title='Permanent Link: La crisi economica e l&#8217;E-commerce'>La crisi economica e l&#8217;E-commerce</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il successo dei Social Media</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 17:19:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I sito web delle aziende, o meglio dei brand, di tutto il mondo sono stati negli ultimi dieci anni determinanti per il successo commerciale dei relativi prodotti. Successo decretato anche dalle ingenti e costosissime campagne banner e dalla realizzazione di micrositi dagli effetti speciali più sorprendenti. Con l&#8217;avvento dei Social Media (MySpace, Facebook, Twitter ecc.) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I sito web delle aziende, o meglio dei brand, di tutto il mondo sono stati negli ultimi dieci anni determinanti per il successo commerciale dei relativi prodotti. Successo decretato anche dalle ingenti e costosissime campagne banner e dalla realizzazione di micrositi dagli effetti speciali più sorprendenti. Con l&#8217;avvento dei Social Media (MySpace, Facebook, Twitter ecc.) la situazione di è drasticamente trasformata e siti super trafficati hanno visto un drastico calo di visite e perdita di affari annessa.</p>
<p>Grazie all&#8217;utilissimo strumento che è <a href="http://www.google.com/trends" target="_self">Google Trends</a> ho fatto una ricerca sul traffico di alcuni tra i maggiori brand (<a href="http://trends.google.com/websites?q=dell.com&amp;geo=all&amp;date=all&amp;sort=0" target="_blank">qui ad esempio quello di Dell.com</a>).<br />
Quello che salta subito all&#8217;occhio in una visione su larga scala (ho preso gli ultimi due anni di riferimento) è che i brand maggiori, così come i siti e i portali più famosi al mondo hanno subito un calo di traffico costante&#8230; ma chi può dire se sia irreversibile?</p>
<p>Agli occhi di molti potrebbe non aver senso questo andamento: ma come? Sempre più persone sono connesse in internet, i brand spendono quotidianamente somme spropositate in campagne di online adv, quindi il traffico dovrebbe essere in crescita non in calo! Giudicate voi.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-819" title="Brands in calo" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/10/Brands-Trending-Down1.gif" alt="Brands in calo" width="536" height="1622" /></p>
<p>Quindi, se c&#8217;è un così drammatico calo del traffico dai siti web ma allo stesso tempo aumentano le persone online&#8230; dove stanno andando tutti?<br />
Nei Social Web: le reti dove ognuno è connesso ad altri, dove tutto è rilevante e tutto può essere condiviso, catalogato, commentato, raggruppato, messo nei preferiti con un semplice click.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-814" title="Brand in crescita" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/10/Brands-Trending-Up.gif" alt="Brand in crescita" width="536" height="1627" /></p>
<p>Ci sono due ragioni principali che determinano il declino del traffico nei siti web:</p>
<ol>
<li>I Social Network, come abbiamo appena detto, stanno crescendo e molta gente li preferisce piuttosto che scegliere il contenuto di qualità, interattivo e spettacolare del sito web. I tuoi amici su Facebook o Twitter condividono con te informazioni (immagini, video, link) soggetti a criteri di selezione e di qualità. Tutto diventa utile e rilevante e non hai bisogno di altro.</li>
<li>La distribuzione dei contenuti Off-Site sta rapidamente crescendo: sto parlando degli RSS Feeds, di Twitter, degli YouTube Channels, delle Fan page di Facebook e così via… Tutti i brand e i siti web stanno andando in questa direzione e smistano i loro contenuti su tutti questi canali. Così perdono visitatori unici dai loro siti web convogliandoli e raggruppandoli in network di varia natura dai quali traggono una infinità di informazioni utili per i propri affari (statistiche sul sesso, età, interessi, localizzazione geografica, grado di istruzione ecc.).</li>
</ol>
<p>Nei prossimi anni i brand avranno bisogno di restaurare il modo di proporsi online ai propri utenti per proporre esperienze uniche e più accattivanti di qualsiasi Social Media esistente.<br />
La battaglia si compirà a colpi di offerte e promozioni tramite RSS feeds, demo di prodotti nuovi su YouTube, campagne distribuite come applicazioni iPhone, commercio elettronico tramite i widget di Facebook o campagne virali per mezzo di video stopmotion ecc.</p>
<p>Il fatto è che le agenzie e brand dovranno lavorare insieme per realizzare strategie e soluzioni in grado di distribuire in modo sapiente ed efficace i contenuti su tutti i canali a disposizione e mantenere il controllo di ogni singolo bit di dati. Il controllo, il feedback e la reportistica su tutti dati scambiati tramite il sito e i Social Network sono una chiave fondamentale del successo nel web.</p>
<p>Allo stesso modo le campagne banner e l&#8217;adv online riacquisteranno valore una volta integrati in questa grande macchina che raccoglie i dati della vita sociale degli utenti online.</p>
<p>E voi? Cosa ne pensate? </p>


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<li><a href='http://blog.webgriffe.com/buttatevi-nei-social-media-anche-se-non-li-capite/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Buttatevi nei social media anche se non li capite!'>Buttatevi nei social media anche se non li capite!</a></li>
<li><a href='http://blog.webgriffe.com/social-media-revolution/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Social Media Revolution'>Social Media Revolution</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Buttatevi nei social media anche se non li capite!</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 05:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se siete lettori di blog che parlano di marketing e comunicazione d&#8217;impresa sarete certamente subissati di articoli riguardanti i motivi di avere un blog o un account di Twitter, o una pagina su Facebook e qualsiasi altra cosa che spesso non sapete nemmeno cosa significa. Anche mia madre che non ha un computer e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/08/3750928413_5aaca341e7_o.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-692" title="L'albero dei social media" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/08/3750928413_5aaca341e7_o-540x303.jpg" alt="L'albero dei social media" width="540" height="303" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Se siete lettori di blog che parlano di marketing e comunicazione d&#8217;impresa sarete certamente subissati di articoli riguardanti i motivi di avere un blog o un account di Twitter, o una pagina su Facebook e qualsiasi altra cosa che spesso non sapete nemmeno cosa significa. Anche mia madre che non ha un computer e non lo sa usare, ma legge assiduamente articoli di blog riportati su riviste e quotidiani, mi chiede cosa sia Facebook.</p>
<p><strong>E malgrado questo bombardamento c&#8217;è ancora molta gente e molti imprenditori che pensano di non aver bisogno di un blog!</strong></p>
<p>Nei prossimi cinque minuti vorrei cercare di convincervi dell&#8217;importanza di tuffarsi nel mondo dei blog, di Twitter, di Facebook ecc.</p>
<h2>Dieci anni fa&#8230;</h2>
<p>Torniamo indietro di 10 anni al 1998 (ai miei inizi guarda caso)&#8230;<br />
era un periodo in cui chiunque e ogni azienda (forse è il caso di limitarsi al mondo occidentale anche se non mi piace questa espressione) era convinta di aver bisogno di un sito web. Sì, era paradossale (confrontata ad oggi) la domanda di siti web e la fiducia che il committente riponeva in questo investimento.</p>
<p>Il bello è che nessuno aveva la minima idea di cosa potesse farsene di un sito web. Era una brochure? Una vetrina? Un manifesto? Qualcuno diceva: &#8220;È un nuovo modo di fare business.&#8221; La gente rimaneva senz&#8217;altro a bocca aperta&#8230; ma cosa diavolo significava?</p>
<p>Ormai la cosa aveva preso una strana piega per cui <strong>se non avevi un sito web eri invisibile</strong><strong>.</strong> Sia chiaro, non semplicemente difficile da contattare, no, <em>invisibile! </em></p>
<p>Ogni azienda si muoveva già per suo conto in pubblicità e public relations per raggiungere le persone con i propri slogan, ma poi cosa accadeva? Le persone venivano ad acquistare al negozio? Chiamavano il numero verde per maggiori informazioni? No, nel 1998 la gente voleva un indirizzo internet e se non avevi da darglielo avevano finito con te. L&#8217;era del <strong><em>HTTP://</em></strong> come biglietto da visita era iniziata e chiunque aveva l&#8217;obbligo di avere un sito (mi viene da ridere oggi).</p>
<p>Attenzione però, le aziende continuavano a non avere idea dell&#8217;utilità di un sito web, ma avevano almeno capito di non avere scelta: se non lo facevano, lo faceva il loro diretto concorrente, e anche se si trattava di fare qualcosa di cui non si capiva il senso e non si percepiva il valore lo si faceva ad ogni costo (purtroppo la bolla speculativa che ne è risultata ha fatto saltare il sistema pochi anni dopo).</p>
<p>Come puoi arricchirti col web? Nessuno può insegnarlo e anche quelli che cercavano di convincere il mondo a &#8220;vivere&#8221; nel web non avevano idea del vero potenziale di internet. <strong>Internet non è semplicemente &#8220;un altro media&#8221;</strong> ma è capace di creare quelle condizioni e opportunità per cui Amazon è diventato <a href="http://www.forbes.com/2003/09/08/cx_jw_0908mondaymatch.html" target="_blank">34 volte più grande</a> di Barnes &amp; Noble, o dove <a href="http://www.google.com/finance?chdnp=0&amp;chdd=1&amp;chds=0&amp;chdv=0&amp;chvs=Logarithmic&amp;chdeh=0&amp;chdet=1239575793484&amp;chddm=553508&amp;cmpto=NYSE:BBI&amp;cmptzos=-18000&amp;q=NASDAQ:NFLX&amp;ntsp=0" target="_blank">NetFlix ha affondato Blockbuster</a>, e ancora dove <a href="http://about.skype.com/2005/09/ebay_to_acquire_skype.html" target="_blank">Skype vale 2.6 Miliardi di Dollari</a> mentre le compagnie di telecomunicazioni sono in crisi.</p>
<p>Non si tratta solo di un nuovo media, <strong>è un mondo completamente differente</strong> dove i modelli di business sono diversi rispetto al mondo reale. Da un punto di vista economico è un mercato parallelo a quello reale in grado di offrire infinite opportunità grazie alla riduzione degli spazi e dei tempi e alla sua natura digitale. Credo fermamente che <strong>la data della &#8220;scoperta&#8221; del web dovrà essere ricordata come quella della scoperta dell&#8217;America</strong>.</p>
<h2>Oggi</h2>
<p>Torniamo ad oggi e possiamo notare che il disegno di dieci anni fa è cambiato notevolmente.</p>
<p><a href="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/08/3256031851_5b91c3c7a8_o.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-691" title="Social media" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/08/3256031851_5b91c3c7a8_o-540x405.jpg" alt="Social media" width="540" height="405" /></a></p>
<p><strong>Oggi, anche se hai un sito web nuovo sei invisibile in Internet!</strong></p>
<p>Prendiamo per esempio <a href="http://code.google.com/p/photodiary/" target="_blank">photoDiary,</a> una applicazione realizzata qualche anno fa dal mio studio per creare in modo semplice e veloce un proprio blog fotografico. La mia azienda non ha interesse ad arricchirsi con questa applicazione che infatti ha rilasciato in open-source&#8230; ma supponiamo per un attimo di sì.</p>
<p>photoDiary è praticamente invisibile. Come potreste trovarlo? Cercando su Google &#8220;photo blog&#8221;? Eh eh non scherziamo! Qualsiasi motore di ricerca al mondo non indicizzerebbe mai un nuovo sito web nei primi posti per queste parole chiave, troppo diffuse e abusate.<br />
Quindi che possiamo fare per raggiungere il nostro target, i blogger? Mettere una pubblicità in una rivista per blogger? Oops, i blogger non leggono riviste cartacee. Ok allora faremo pubblicità su blog famosi e frequentati! Oops, i blogger leggono i blog con gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Feed_reader" target="_blank">RSS readers</a> che (normalmente) non mostrano pubblicità.<br />
Prendiamone atto: photoDiary è invisibile. Sì, ci sono un sacco di articoli apparsi su blog e portali che ne parlano ma non bastano a fargli spiccare il volo.</p>
<p><a href="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/08/2945559128_0a8871d33d_o.jpg"><img class="size-medium wp-image-690 alignleft" title="Sal sul carro dei social media" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/08/2945559128_0a8871d33d_o-300x222.jpg" alt="Sal sul carro dei social media" width="300" height="222" /></a><strong>I giorni del &#8220;fai un sito e pubblicizzalo&#8221; sono finiti.</strong> È troppo costoso essere notati in un sistema in cui <a href="http://blog.webgriffe.com/web-search-marketing-mercato-gonfiato/" target="_blank">il search marketing è un mercato gonfiato</a>.<br />
I social media rimangono la sola via in cui photoDiary può prendere slancio: cerchiamo di capire il perché. Se <a href="http://www.problogger.net/" target="_blank">Darren Rowse</a> o <a href="http://www.copyblogger.com/" target="_blank">Brian Clark</a> ne parlano allora è visibile. Se raggiunge la prima pagina di <a href="http://digg.com/" target="_blank">Digg </a>è molto visibile. Una volta che è visibile, una volta che avrà molti link in entrata e molto traffico allora avremo la possibilità di iniziare ad utilizzare tutte le più dispendiose <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ottimizzazione_%28motori_di_ricerca%29" target="_blank">tecniche di SEO</a> per rimanere visibili il più a lungo possibile. Si parla di investimenti che hanno almeno quattro zeri. I social media sono invece gratuiti e rimangono l&#8217;unica strada per evitare rallentamenti e spese folli di denaro.</p>
<p><strong>I social media stanno cambiando le regole del mercato</strong>, proprio allo stesso modo in cui il web lo fece dieci anni fa. È tutto in movimento e ancora si può solo ipotizzare dove si stia andando, ma è chiaro che i tempi stanno cambiando e chi non salta sul treno alla svelta rischia di fare la fine della stampa.</p>
<h2>Esempi?</h2>
<ul>
<li>In un test portato a termine da <a href="http://www.bazaarvoice.com/" target="_blank">BazaarVoice</a>, Rubbermaid ha scoperto che pubblicare i pareri dei propri clienti <a href="http://www.bazaarblog.com/2009/03/09/rubbermaid-improves-customer-experience-through-ratings-reviews/" target="_blank">incrementa le vendite e diminuisce i resi</a> dei loro prodotti. Gli scettici sostenevano che i prodotti con giudizi negativi sarebbero rimasti invenduti. Invece è accaduto il contrario: i clienti che leggono i giudizi negativi non sempre sono d&#8217;accordo o non gli interessa quel particolare problema segnalato e se il prezzo è conveniente si rivela comunque un affare.</li>
<li><a href="http://fogcreek.com/" target="_blank">Fog Creek software</a> ha guadagnato milioni di dollari da FogBugz, un sistema di tracking dei bug. Ci sono centinaia di bug-tracking systems in commercio: gratuiti, economici, costosi, open-source, ma nonostante questo Fog Creek ha una grande visibilità e successo senza fare pubblicità. Come? Perché il fondatore, <a href="http://blog.webgriffe.com/tag/joel-spolsky/">Joel Spolsky</a>, ha realizzato un seguitissimo <a href="http://joelonsoftware.com/" target="_blank">blog sull&#8217;arte di scrivere software</a>. Ha anticipato i tempi; prima dell&#8217;avvento degli RSS notificava i propri lettori via e-mail quando uno nuovo era stato pubblicato e disponibile. È riconosciuto da tutti che senza questo approccio Fog Creek sarebbe rimasta una sconosciuta software agency come tante altre.</li>
<li>Nike ha permesso alle persone di <a href="http://nikeid.nike.com/" target="_blank">costruirsi e ordinare scarpe personalizzate</a> sul suo sito web. Gli scettici dicono che personalizzazioni troppo spinte possono fare aumentare notevolmente i costi di produzione e quelli progettuali e che le persone hanno bisogno di provare le scarpe prima di acquistarle. Sbagliato! Quando il sito venne pubblicato Nike creò dei negozi reali in cui era possibile fare la medesima cosa. Da questi negozi deriva ad oggi più del 25% delle entrate della Nike.</li>
<li>Sempre in tema scarpe anche <a href="http://zappos.com/" target="_blank">Zappos</a> vende scarpe in Internet. Il CEO Tony Hsieh è convinto che la loro leggendaria presenza in Twitter si riflette sulle vendite. Lui stesso ha anche scritto una <a href="http://twitter.zappos.com/start" target="_blank">guida a Twitter per principianti</a>. Lui sostiene ancora che Twitter e gli altri strumenti di comunicazione aperta sono <em>necessari</em> per una eccellente assistenza ai clienti; <a href="http://www.fastcompany.com/blog/alissa-walker/member-blog/tony-hsiehs-zapposcom" target="_blank">gli implegati sono istruiti su Twitter</a>. Zappos <a href="http://www.fastcompany.com/fast50_09/profile/list/zappos" target="_blank">ha fatturato 1 miliardo di dollari lo scorso anno</a> nonostante la recessione; è inutile negarlo&#8230; hanno colto nel segno.</li>
<li>Il sito <a href="http://marketing.fm/" target="_blank">Marketing.fm</a> che tratta di temi riguardanti marketing e tecnologia ha <a href="http://siteanalytics.compete.com/marketing.fm+marketing.com/?metric=uv" target="_blank">il doppio delle visite</a> del concorrente marketing.com. Uno ha un blog con utilissimi contenuti e servizi e uno no: indovinati chi!</li>
<li><a href="http://www.zeusjones.com/blog/2009/the-best-social-media-marketing/" target="_blank">Zeus Jones descrive altri 16 esempi di successo</a>.</li>
</ul>
<p><strong>Nei prossimi dieci anni ci saranno tanti altri casi come questi.</strong></p>
<p>Resteranno immutati gli attuali siti e social network? No.<br />
Saremo in grado di capire nell&#8217;immediato come utilizzarli nel modo migliore? No.<br />
Ci saranno nuovi strumenti tipo questi in futuro? Sicuro.</p>
<p>Ma oggi e nel futuro prossimo questa è la realtà dei fatti: <strong>dovete buttarvi dentro ai social media anche se non li capite!</strong></p>
<p>Se volete una spinta noi siamo qui ;-) </p>


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<li><a href='http://blog.webgriffe.com/social-media-revolution/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Social Media Revolution'>Social Media Revolution</a></li>
<li><a href='http://blog.webgriffe.com/la-rivoluzione-dei-social-media/' rel='bookmark' title='Permanent Link: La rivoluzione dei Social Media'>La rivoluzione dei Social Media</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Profili creativi su Facebook: personalizza l&#8217;immagine del tuo profilo in modo originale</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 08:59:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[creatività]]></category>
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		<description><![CDATA[Per deformazione professionale tendo sempre ad avere un approccio aperto alle cose, cercando di andare oltre l&#8217;impatto iniziale e gli schemi precostituiti. Non sono un rivoluzionario, sia chiaro, anche se sono indubbiamente un testardo. Così anche per quel che riguarda il mio profilo su Facebook ho sempre cercato di personalizzarlo con una immagine creativa che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per deformazione professionale tendo sempre ad avere un approccio aperto alle cose, cercando di andare oltre l&#8217;impatto iniziale e gli schemi precostituiti. Non sono un rivoluzionario, sia chiaro, anche se sono indubbiamente un testardo. Così anche per quel che riguarda <a href="http://www.facebook.com/cristiangalletti">il mio profilo su Facebook</a> ho sempre cercato di personalizzarlo con una immagine creativa che potesse sottolineare la mia indole fantasiosa.</p>
<p>Portroppo Facebook ad oggi non supporta l&#8217;utilizzo di immagini PNG trasparenti come immagini del profilo quindi se provate a caricare una PNG di questo tipo inevitabilmente viene visualizzato un riquadro bianco attorno al disegno&#8230; così l&#8217;unico sistema per ovviare a questo &#8220;limite&#8221; è quello di creare una immagine &#8220;ad hoc&#8221; che riprenda anche lo sfondo.</p>
<h2>Vediamo come</h2>
<p><a href="http://www.cristiangalletti.com/wp-content/uploads/2009/05/fb_prof1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-624" title="Ingombro dell'immagine del profilo personale di Facebook" src="http://www.cristiangalletti.com/wp-content/uploads/2009/05/fb_prof1-220x160.jpg" alt="Ingombro dell'immagine del profilo personale di Facebook" width="220" height="160" /></a>Come potete vedere nell&#8217;immagine qui a fianco (click per ingrandire) l&#8217;area a disposizione per la foto è un rettangolo largo 200 pixel e alto a piacere.<br />
Questo rettangolo è posizionato in modo da iniziare nella parte azzurro chiaro in alto nella pagina e continuare sotto dove la pagina diventa bianca.</p>
<p>Lo stacco da bianco ad azzurro può sembrare un muro bianco oltre quale si intravvede il cielo&#8230;<br />
non vi pare?</p>
<p><a href="http://www.cristiangalletti.com/wp-content/uploads/2009/05/fb_prof2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-625" title="L'immagine sul mio profilo di Facebook" src="http://www.cristiangalletti.com/wp-content/uploads/2009/05/fb_prof2-220x160.jpg" alt="L'immagine sul mio profilo di Facebook" width="220" height="160" /></a>Ecco perché ho pensato di personalizzare la mia pagina come nell&#8217;immagine qui a fianco&#8230;<br />
una sorta di tentativo di evadere. :-)</p>
<p>Per iniziare è necessario partire da una base grafica che comprenda il &#8220;muro&#8221; bianco, il bordino e la zona azzurra in alto: ho creato un <a href="http://www.cristiangalletti.com/wp-content/uploads/2009/07/FB_template.zip">template di Photoshop</a> utile per chi ha capacità grafiche ma anche <a href="http://www.cristiangalletti.com/wp-content/uploads/2009/05/FB_template.jpg" target="_blank">una immagine JPG</a> sulla quale i meno ferrati possono intervenire a piacere.<br />
Scaricatele e iniziate a lavorarci come descritto di seguito.</p>
<p>Partite dal template vuoto e pensate a come poterlo personalizzare: si presta a una miriade di interpretazioni&#8230;<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-623" title="frog" src="http://www.cristiangalletti.com/wp-content/uploads/2009/05/frog.jpg" alt="frog" width="188" height="188" />io amo il surrealismo e mi piace interpretare l&#8217;immagine del profilo in questa chiave.</p>
<p>Supponiamo di utilizzare l&#8217;immagina di una rana che si arrampica sul muro (vedi immagine a fianco).</p>
<p>Aprite il template che avete scaricato e inserite l&#8217;immagine della rana nella parte bianca dell&#8217;immagine.</p>
<p>Se l&#8217;immagine ha uno sfondo di altro colore basta intervenire su curve, livelli e correzione colore per adattarla al meglio (saperne un po&#8217; di grafica aiuta).<a href="http://www.cristiangalletti.com/wp-content/uploads/2009/07/fb8.jpg"><img class="size-full wp-image-598 alignright" title="Frog" src="http://www.cristiangalletti.com/wp-content/uploads/2009/07/fb8.jpg" alt="Frog" width="120" height="174" /></a>Per concludere tagliate l&#8217;immagine in basso in modo da togliere eventuale spazio bianco in eccesso (Attenzione: non tagliate mai in alto!) e salvatela in formato JPG.</p>
<p>Ed ecco qui a fianco il risultato finale (click per ingrandire).</p>
<p>Ora non dovete fare altro che andare sul vostro profilo di Facebook e cambiare l&#8217;immagine del vostro profilo con quella appena creata e il gioco è fatto!</p>
<h2>Limitazioni</h2>
<p>Purtroppo l&#8217;effetto surreale non funziona sempre.<br />
Ecco i casi in cui si può verificare un disallineamento tra l&#8217;immagine creata e lo sfondo di Facebook:</p>
<ul>
<li>chi visita il vostro profilo non è vostro amico e quindi vede una pagina del vostro profilo incompleta che non allinea bene l&#8217;immagine (non c&#8217;è soluzione)</li>
<li>il testo del vostro &#8220;stato&#8221; va a capo di fianco al vostro nome nella pagina del vostro profilo (soluzione: non superate una riga di testo)</li>
</ul>
<h2>Altri esempi di immagini di profilo realizzate</h2>
<p>Ci siamo divertiti a creare diverse immagini per profilo dei nostri fan di Facebook e le abbiamo <a href="http://www.facebook.com/pages/Casalgrande-Italy/WebgriffeR-multimedia/104797936056">condivise nella nostra pagina aziendale</a>: usatele liberamente! <a href="http://www.facebook.com/album.php?aid=128905&amp;id=104797936056&amp;ref=mf">Vai alla galleria &gt;</a><br />
Ne creeremo in continuazione quindi rimanete in contatto!</p>
<p>Se le utilizzate abbiate la cura di lasciare un messaggio e diventare fan!</p>
<p>Segnalate le vostre personalizzazioni nei commenti e contribuite alla diffusione di questo nuovo modo creativo di interpretare Facebook.<br />
Buon divertimento! </p>


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<li><a href='http://blog.webgriffe.com/fuochi-dartificio-creativi/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Fuochi d&#8217;artificio creativi'>Fuochi d&#8217;artificio creativi</a></li>
<li><a href='http://blog.webgriffe.com/customer-experience-3/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Customer Experience &#8211; Parte III'>Customer Experience &#8211; Parte III</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come saranno i computer del prossimo futuro?</title>
		<link>http://blog.webgriffe.com/come-saranno-i-computer-del-prossimo-futuro/</link>
		<comments>http://blog.webgriffe.com/come-saranno-i-computer-del-prossimo-futuro/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 10:50:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tendenze del web]]></category>
		<category><![CDATA[Asus]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Google Chrome OS]]></category>
		<category><![CDATA[Jolicloud]]></category>
		<category><![CDATA[Moblin]]></category>
		<category><![CDATA[netbook]]></category>
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		<category><![CDATA[Windows XP]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mercato dei netbook sta crescendo molto: su 10 portatili venduti 2 sono netbook. Asus è stato il primo produttore a inserire sul mercato questa tipologia di dispositivi ad una fascia di prezzo inferiore ai 300 euro/dollari. Oggi i maggiori produttori includono nel proprio listino almeno un modello di netbook. Quasi tutti questi dispositivi funzionano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-604" title="eeepc" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/07/eeepc-150x150.jpg" alt="eeepc" width="150" height="150" />Il mercato dei <strong>netbook</strong> sta crescendo molto: su 10 portatili venduti 2 sono netbook.</p>
<p><strong>Asus </strong>è stato il primo produttore a inserire sul mercato questa tipologia di dispositivi ad una fascia di prezzo inferiore ai 300 euro/dollari. Oggi i <strong>maggiori produttori </strong>includono nel proprio listino almeno un modello di netbook.</p>
<p>Quasi tutti questi dispositivi funzionano con <strong>Windows XP</strong>, un sistema operativo ormai <strong>vecchio </strong>di quasi <strong>dieci anni</strong>.</p>
<p>Non a caso stanno nascendo <strong>sistemi operativi dedicati </strong>ai netbook: <strong>Moblin</strong>, <strong>Jolicloud</strong> e, non ultimo, <strong>Google Chrome OS</strong>.</p>
<p>La stessa <strong>Microsoft </strong>ha annunciato che l&#8217;imminente <strong>Windows 7 </strong>sarà ottimizzato per questi dispositivi dotati di hardware <em>inferiore</em>.</p>
<p>Perché tanto successo? La <strong>portabilità </strong>è senza dubbio un fattore chiave ma non è sufficiente a spiegare il favore che stanno riscuotendo i mini PC. Vediamo alcuni fattori determinanti:</p>
<ul>
<li>hanno <strong>costi accessibili</strong>, inferiori a quelli di molti cellulari, GPS, lettori MP3;</li>
<li>hanno <strong>tempi di avvio ridotti </strong>(20/40 secondi);</li>
<li>sono dotati di una <strong>tastiera <em>realmente </em>usabile;</strong></li>
<li>hanno uno <strong>schermo </strong>di dimensioni tali da consentire di <strong>navigare </strong>in internet godendone appieno i contenuti;</li>
<li>si sono diffusi contemporaneamente a <strong>servizi online </strong>che non richiedono elevata potenza di elaborazione o grandi capacità di memorizzazione (Facebook, Flickr, MySpace, Twitter, Dropbox, sistemi di Web Mail solo per citarne alcuni);</li>
<li>sono <strong><em>ecologici</em>: </strong>consumano poco e quasi tutti i modelli possono superare le <strong>sei ore di funzionamento </strong>a batteria.</li>
</ul>
<p><strong>Non sostituiscono </strong>il PC di casa/ufficio né tanto meno il cellulare ma sono degli ottimi <strong>strumenti aggiuntivi </strong>dal costo contenuto che possono essere spostati facilmente e portati con sé.</p>
<p>I motivi del successo dei netbook dovrebbero <strong>ispirare </strong>la progettazione dei computer <strong><em>tradizionali </em></strong>del <strong>prossimo futuro</strong> che dovrebbero essere ecologici, essere poco ingombranti, avviarsi in poco tempo e avere prestazioni che non degradano nel tempo.</p>
<p>E voi come vorreste che fosse il computer del futuro?</p>
<h2>Riferimenti</h2>
<ul>
<li><a title="Asus Eee PC" href="http://eeepc.asus.com">Asus Eee PC</a></li>
<li><a title="Moblin" href="http://moblin.org/">Moblin</a></li>
<li><a title="Jolicloud" href="http://www.jolicloud.com/">Jolicloud</a></li>
<li><a title="Introducing the Google Chrome OS" href="http://googleblog.blogspot.com/2009/07/introducing-google-chrome-os.html">Google Chrome OS</a></li>
</ul>


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<li><a href='http://blog.webgriffe.com/google-dichiara-guerra-alla-crisi-economica/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Google dichiara guerra alla crisi economica'>Google dichiara guerra alla crisi economica</a></li>
<li><a href='http://blog.webgriffe.com/google-yahoo-e-adobe-uniti-per-indicizzare-i-siti-in-flash/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Google, Yahoo e Adobe uniti per indicizzare i siti in Flash'>Google, Yahoo e Adobe uniti per indicizzare i siti in Flash</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Tendenze del Web &#8211; Parte II</title>
		<link>http://blog.webgriffe.com/tendenze-del-web-parte-2/</link>
		<comments>http://blog.webgriffe.com/tendenze-del-web-parte-2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 17:58:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tendenze del web]]></category>
		<category><![CDATA[artificial intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[mappe mentali]]></category>
		<category><![CDATA[semantica]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[trend]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web 3.0]]></category>
		<category><![CDATA[web strategy]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella prima parte pubblicata il mese scorso abbia parlato dei trend che si stanno facendo strada nel 2009: open data, dati strutturati, contenuti aggregati, applicazioni che filtrano i contenuti, real-time, personalizzazione, mobile (specialmente geo-localizzata) ecc. In questo articolo cercheremo di dare qualche risposta alla domanda che abbiamo posto alla fine del precedente articolo, ossia quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella <a href="http://blog.webgriffe.com/tendenze-del-web-parte-i/">prima parte pubblicata il mese scorso</a> abbia parlato dei trend che si stanno facendo strada nel 2009: open data, dati strutturati, contenuti aggregati, applicazioni che filtrano i contenuti, real-time, personalizzazione, mobile (specialmente geo-localizzata) ecc. In questo articolo cercheremo di dare qualche risposta alla domanda che abbiamo posto alla fine del precedente articolo, ossia quali sono i prodotti/siti che quest’anno stanno facendo qualcosa di nuovo e oltre il “Web 2.0″: un modo per cercare di definire in anticipo l&#8217;attuale era del Web.</p>
<h2>Cosa c&#8217;è di nuovo?</h2>
<p>Oltre ai trend già elencati abbiamo identificato altre tendenze che si potrebbero rivelare una novità di quest&#8217;anno, vediamole insieme.</p>
<div id="more">
<p><strong><a href="http://www.gazaro.com/"><img class="alignleft size-full wp-image-581" title="Gazaro logo" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/07/gazaro_logo.png" alt="Gazaro logo" width="153" height="51" /></a></strong><a href="http://www.gazaro.com/">Gazaro</a> è un nuovo servizio che vi permette di fare quel che loro chiamano &#8220;personal sales fliers&#8221; ossia un &#8220;volantino di offerte personalizzato&#8221; (al momento limitato ai prodotti elettronici). Invece di leggere tonnellate di annunci di occasioni sui giornali o sul web alla ricerca di quello più conveniente ora basta dire a Gazaro che tipo di prodotto ti interessa e pensa lui al resto. Il servizio setaccia il web alla ricerca delle migliori offerte e vi presenta i risultati in modo chiaro e arricchito di informazioni utili. È vero, direte voi, ce ne sono migliaia di questi servizi che fanno comparazione di prezzi (Kelkoo, Ciao ecc.) ma Gazaro va oltre: <strong>è intelligente!</strong> Gazaro sa che una &#8220;LCD&#8221; è un &#8220;LCD&#8221; o che un &#8220;laptop&#8221; è un &#8220;laptop.&#8221; Non fa un semplice match delle keyword inserite, ma comprende la differenza tra un laptop (un computer portatile) e i rispettivi accessori. In altre parole se cercate la parola &#8220;laptop&#8221; non vi verrà proposto l&#8217;acquisto di una borsa per il portatile o di un alimentatore perché Gazaro sa che non sono la stessa cosa.</p>
<p>Gazaro è fornito di <strong>Intelligenza Artificiale </strong>(AI): non è un neologismo ma la verità. L&#8217;azienda che lo ha creato ha sviluppato in passato soluzioni di AI per usi di tipo enterprise e ora lo ha applicato a un servizio web. Nella sua ricerca nel web Gazaro mette a confronto gli oggetti che trova con quelli che già conosce in modo da farsi una idea di cosa sono i nuovi oggetti trovati. Se trova qualcosa di sconosciuto cerca di comprenderlo con la sua AI&#8230; e più trova più comprende! Dopo aver capito cos&#8217;è un oggetto cerca di determinare se è una buona occasione per l&#8217;utente che ha fatto la ricerca. Associa quindi al prodotto un &#8220;Gazaro Deal Score&#8221; che rappresenta quanto buona è l&#8217;offerta. Questo valore è basato sulla storia del prezzo dell&#8217;oggetto, sul numero di volte che è stato messo in svendita, come è stato venduto dai vari vendor in passato e in questo momento. Tutte queste analisi sono fatte dalla AI di Gazaro per calcolare il numero da 1 a 10 che rappresenterà la &#8220;bontà&#8221; dell&#8217;offerta.</p>
<p>Per l&#8217;utente quel che fa l&#8217;AI è totalmente invisibile: lui vede solo una interfaccia molto semplice dove può inserire parole chiave utili alla ricerca, visualizzare i prodotti consigliati e scegliere la miglior offerta analizzando il grafico dello storico del prezzo. Gazaro può inoltre avvisare gli utenti di nuove offerte convenienti che appaiono nel tempo attraverso E-mail, RSS, o Twitter.</p>
<p><strong><a href="http://www.primalfusion.com/"><img class="alignleft size-full wp-image-580" title="Primal Fusion logo" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/07/primal_fusion_logo.gif" alt="Primal Fusion logo" width="191" height="52" /></a></strong><a href="http://www.primalfusion.com/">Primal Fusion</a> ha creato quella che loro stessi chiamano una &#8220;<strong>semantic technology platform</strong>&#8221; in grado di dare vita alla rappresentazione digitale dei nostri pensieri e delle nostre idee allo stesso modo in cui il &#8220;social networking&#8221; è in grado di rappresentare la nostra identità. Progettato per essere uno strumento alternativo nella ricerca di argomenti di interesse in modo molto simile al principio delle <strong>mappe mentali</strong>.</p>
<p>Una volta inserito il termine della ricerca viene proposta una tag cloud con parole legate al termine immesso. Cliccando su queste parole la ricerca viene ulteriormente filtrata e nuove parole vengono proposte sempre sottoforma di tag cloud rimanendo coerenti al tema originale. Ad esempio cercando &#8220;cambiamenti climatici&#8221; sarà visualizzata una tag cloud che comprende parole come &#8220;inquinamento&#8221;, &#8220;CO2,&#8221; &#8220;effetto serra&#8221; ecc. In aggiunta lo strumento può accingere a foto di servizi web tipo Flickr filtrando per le parole chiave ricercate.</p>
<p>Alla base dei primal fusion c&#8217;è la fonte dati di Wikipedia ma una volta iniziata la &#8220;ricerca&#8221; è possibile cambiare la fonte scegliendo un altro servizio web tra quelli previsti. A differenza di un normale motore di ricerca che visualizza i primi 10 risultati questo setaccia i risultati restituendo solo quelli rilevanti rispetto alla parola cercata. I risultati possono poi essere esportati in una pagina web, in un file o un RSS feed riportanti testi, link e immagini relativi alla ricerca.</p>
<h2>C&#8217;è dell&#8217;altro?</h2>
<p>Beh, questo aiutateci a scoprirlo e segnalateci i progetti, le sperimentazioni e i servizi online che pensate possano essere oggi incubatori di applicazioni che rivoluzioneranno il web nel prossimo futuro.</p></div>


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<li><a href='http://blog.webgriffe.com/3-motivi-per-cui-i-social-media-stanno-uccidendo-i-motori-di-ricerca/' rel='bookmark' title='Permanent Link: 3 motivi per cui i Social Media stanno uccidendo i Motori di Ricerca'>3 motivi per cui i Social Media stanno uccidendo i Motori di Ricerca</a></li>
<li><a href='http://blog.webgriffe.com/buttatevi-nei-social-media-anche-se-non-li-capite/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Buttatevi nei social media anche se non li capite!'>Buttatevi nei social media anche se non li capite!</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>La crisi economica e l&#8217;E-commerce</title>
		<link>http://blog.webgriffe.com/crisi-economica-commerce/</link>
		<comments>http://blog.webgriffe.com/crisi-economica-commerce/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 14:27:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuele Menozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tendenze del web]]></category>
		<category><![CDATA[commercio elettronico]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Magento]]></category>
		<category><![CDATA[web strategy]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia l&#8217;e-commerce sta crescendo. Lo fa in modo lineare e a due cifre da alcuni anni. Nel 2008 l&#8217;aumento è stato del 30,7%. Nonostante la crisi economica, nel 2009 questa tendenza dovrebbe confermarsi proprio perché in una situazione di grave recessione, l&#8217;e-commerce si sta dimostrando una grande opportunità. Il confronto con l&#8217;Europa è comunque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-486 alignleft" title="E-Commerce" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/06/ecommerce_360-300x300.jpg" alt="E-Commerce" width="180" height="180" /></p>
<p>In Italia l&#8217;<strong>e-commerce</strong> sta crescendo. Lo fa in modo lineare e a due cifre da alcuni anni. Nel 2008 l&#8217;aumento è stato del <strong>30,7%</strong>. Nonostante la crisi economica, nel 2009 questa tendenza dovrebbe confermarsi proprio perché in una situazione di grave recessione, l&#8217;<strong>e-commerce si sta dimostrando una grande opportunità</strong>.</p>
<p>Il confronto con l&#8217;Europa è comunque sfavorevole dove  il fatturato è molto più alto che qui in Italia. Nei mercati più maturi, come Gran Bretagna e Germania, <strong>l&#8217;e-commerce è parte fondamentale della vendita al dettaglio</strong>. In Gran Bretagna, nel 2008, le vendite effettuate col commercio elettronico sono state il 4%. In Italia lo 0,68%. Uno dei motivi principali di questa differenza sta nell&#8217;infrastruttura di connettività del paese. Il collegamento infatti, è parte fondamentale del commercio elettronico e ancora troppi italiani non hanno accesso ad una connessione a banda larga. Questo sfavorisce l&#8217;Italia anche per fatturato. A conferma di questo fatto è il dato per cui in Italia, gli ordini e-commerce sono concentrati durante la settimana (dove la gente dispone di un&#8217;adeguata connessione, ad esempio sul posto di lavoro), mentre negli altri paesi europei nel fine settimana. In Italia, nel 2008, il commercio elettronico ha avuto un valore di <strong>6,4 miliardi di euro con 56 milioni di ordini</strong> online. I settori principali sono il turismo (49,8%), il tempo libero (15,9%) e l&#8217;elettronica di consumo (13,1%).</p>
<p>La crisi finanziaria ha avuto impatto sulle vendite online in Italia soprattutto nei mesi di Ottobre e Novembre del 2008. Tuttavia gli operatori più solidi nel mercato hanno registrato crescite consistenti per il 2008 e <strong>prevedono di continuare a crescere anche nel 2009</strong>. Ci sono alcune tendenze che il mercato sta seguendo per gestire la crisi:</p>
<ul>
<li>I clienti sono più sensibili verso gli <strong>sconti</strong> e le <strong>offerte</strong>.</li>
<li>Molti produttori, che utilizzavano rivenditori per vendere i loro prodotti, stanno valutando di <strong>eliminare l&#8217;intermediazione vendendo on line</strong>. Questo per avere un maggiore profitto e un rapporto diretto con i clienti.</li>
<li>Per soddisfare le proprie esigenze i clienti cominciano a <strong>cercare in rete</strong> gli oggetti che desiderano.</li>
<li>I fornitori dei servizi annessi al commercio elettronico, come aziende di logistica e trasporti, <strong>abbassano i costi</strong>. Questo a seguito del contesto della crisi che permesso ai titolari di negozi online, con volumi di fatturato elevato, di ricontrattare le offerte.</li>
</ul>
<p>In linea di massima si può dire che <strong>la crisi finanziaria sta aiutando l&#8217;e-commerce</strong>: c&#8217;è infatti un interesse crescente da parte degli utenti a confrontare i prezzi dei prodotti disponibili. Numerose aziende stanno reinvestendo nell&#8217;infrastruttura dei loro siti che in molti casi è ferma alla prima release. Anche per quanto riguarda i metodi di pagamento le possibili soluzioni si stanno consolidando sempre di più e diventando accessibili anche per i piccoli e medi esercenti. Dopo un&#8217;attenta analisi per il 2009 sono previsti i seguenti <strong>tassi di crescita</strong> delle vendite online per i vari settori:</p>
<ul>
<li>Alimentare: 9%</li>
<li>Assicurazioni: 3%</li>
<li>Casa e arredamento: 27%</li>
<li>Centri commerciali online: 10%</li>
<li>Editoria: 22%</li>
<li>Elettronica di consumo: 24%</li>
<li>Moda: 27%</li>
<li>Salute e bellezza: 22%</li>
<li>Tempo libero: 81%</li>
<li>Turismo: 20%</li>
</ul>
<p>Come si può dedurre si prevede <strong>una forte crescita</strong> del commercio elettronico in Italia che diverrà evidente con la definitiva ripresa del mercato.<br />
Insomma, quest&#8217;anno potrebbe essere proprio l&#8217;<strong>anno giusto</strong> per l&#8217;e-commerce.</p>
<h2>Come possiamo aiutarti?</h2>
<p>Webgriffe ha messo a punto <strong>Boutique</strong>, un prodotto evoluto per la messa in opera di siti e-commerce per i quali è prioritaria la visibilità nei motori di ricerca, la versatilità e la gamma di funzioni offerte.<br />
Boutique si basa sul sistema e-commerce <a href="http://www.magentocommerce.com/">Magento</a>: un software open source che si è già imposto come lo standard per i siti di commercio elettronico, grazie alla sua stabilità e alle potenzialità infinite.</p>
<p>Vediamo in breve alcune delle sue caratteristiche:</p>
<ul>
<li>Gestione avanzata del catalogo prodotti, categorie, attributi, prodotti configurabili ecc.</li>
<li>Supporto per la vendita multivaluta</li>
<li>Supporto multilingua</li>
<li>Pagamenti impostabili con Paypal, Carta di Credito, Bonifico, Contrassegno (altri gateway di pagamento su richiesta).</li>
<li>Recensioni dei prodotti, prodotti consigliati, disponibilità a magazzino, wishlist</li>
<li>Storico degli ordini e fatturazione</li>
<li>Strumenti di marketing: offerte, promozioni, up-sell, cross-sell, sondaggi</li>
<li>Tracking delle spedizioni e gestione dei prezzi di spedizione</li>
<li>Architettura SEO</li>
</ul>
<p>Il servizio è offerto a canone di licenza e comprende piattaforma di hosting, installazione, manutenzione, personalizzazione grafica e assistenza.</p>
<p>Per maggiori informazioni <a href="mailto:info@webgriffe.com">contattateci</a>.<br />
Nei prossimi giorni prevediamo di pubblicare in queste pagine il dettaglio del servizio.</p>
<p><em>Riferimenti: Forum &#8220;E-commerce in Italia 2009&#8243;, Milano 18 marzo 2009</em> </p>


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<li><a href='http://blog.webgriffe.com/il-futuro-dellecommerce/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il futuro dell&#8217;eCommerce'>Il futuro dell&#8217;eCommerce</a></li>
<li><a href='http://blog.webgriffe.com/s-come-sei-punti-di-forza-di-un-sito-di-ecommerce/' rel='bookmark' title='Permanent Link: S come&#8230; Sei punti di forza di un sito di eCommerce'>S come&#8230; Sei punti di forza di un sito di eCommerce</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Augmented Reality diventa mobile</title>
		<link>http://blog.webgriffe.com/layar/</link>
		<comments>http://blog.webgriffe.com/layar/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 12:25:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze del web]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[Augmented Reality]]></category>
		<category><![CDATA[GPS]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[Layar]]></category>
		<category><![CDATA[mobile]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo già scritto riguardo all&#8217;Augmented Reality e alle innumerevoli applicazioni professionali o ludiche che possono nascere dall&#8217;uso di questo nuovo sistema di realtà virtuale. Nel mondo reale sta prendendo piede lentamente ma già sono molte le aziende italiane che si stanno muovendo: siamo stati recentemente contattati da Andrea Carignano di Seac02 a abbiamo avuto modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-large wp-image-457" title="Layar screenshot" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/06/layar_demo-540x405.jpg" alt="Layar screenshot" width="540" height="405" />Abbiamo<a href="http://blog.webgriffe.com/augmented-reality/" target="_blank"> già scritto riguardo</a> all&#8217;Augmented Reality e alle innumerevoli applicazioni professionali o ludiche che possono nascere dall&#8217;uso di questo nuovo sistema di realtà virtuale. Nel mondo reale sta prendendo piede lentamente ma già sono molte le aziende italiane che si stanno muovendo: siamo stati recentemente contattati da Andrea Carignano di <a href="http://www.seac02.it/" target="_blank">Seac02</a> a abbiamo avuto modo di apprezzare fantastiche applicazioni di AR come ausilio alle attività commerciali (arredamento, abbigliamento ecc.).</p>
<p>Il mondo si sta muovendo però molto velocemente. Recentemente è stata presentata dall&#8217;olandese Sprxmobile l&#8217;applicazione <a href="http://layar.eu/" target="_blank">Layar</a> (per sistemi Android) che combina i dati GPS, le immagini della telecamera, accelerometri e strumenti direzionali digitali per creare una vera esperienza &#8220;through-the-camera&#8221; visualizzabile sul monitor del telefono in cui vengono mostrate, con una interfaccia molto evoluta, informazioni addizionali relative a oggetti fisici inquadrati dalla telecamera.</p>
<p>L&#8217;applicazione incrocia i dati provenienti da una fonte online con quelli geografici rilevati dal telefono GPS e filtrandoli in base alla direzione dell&#8217;inquadratura video. Il sistema può essere quindi configurato per mostrare una miriade di informazioni: dalle case in vendita nelle vicinanze, alle offerte di lavoro, fino al pub o ristorante più vicino o la palestra e il centro estetico. Basta osservare attraverso il monitor del telefono quello che ci sta intorno e leggere le informazioni aggiuntive che ci vengono proposte non appena viene trovato qualcosa.</p>
<p>Layar è sostanzialmente una interfaccia super-intelligente basata sulle indicazioni geografiche reperite da una fonte dati online, per questo motivo al momento è limitata all&#8217;Olanda dato che è basata su fonti di dati locali. La versione per Android è stata rilasciata da un mese ma la comunità degli sviluppatori sta lavorando anche alla versione per iPhone, grazie anche alle novità tecniche del nuovo 3GS.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="540" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/b64_16K2e08&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;hd=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="540" height="340" src="http://www.youtube.com/v/b64_16K2e08&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;hd=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il nodo della questione è proprio questo: iPhone viene venduto come pizza al taglio e Layar sta estendendo i suoi servizi anche in Germania, Inghilterra e U.S.A raccogliendo i dati geografici di ogni località. Dovremmo aspettarci nei prossimi mesi una autentica rivoluzione del modo di relazionarci con la realtà.</p>
<p>Unico dettaglio: chi non offre i propri servizi in rete sarà invisibile a questi strumenti&#8230; a questo ci pensiamo noi! ;-) </p>


<p>Articoli correlati:</h2><ol><li><a href='http://blog.webgriffe.com/augmented-reality/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Augmented Reality'>Augmented Reality</a></li>
<li><a href='http://blog.webgriffe.com/augmented-reality-2/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Augmented Reality videoclip'>Augmented Reality videoclip</a></li>
<li><a href='http://blog.webgriffe.com/augmented-cards/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Augmented Reality Cards'>Augmented Reality Cards</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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