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	<title>Webgriffe® magazine</title>
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	<description>Immaginare, creare e innovare.</description>
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		<title>Il futuro del web design</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 16:18:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre più spesso nei miei incontri di lavoro, quando si inizia a parlare a ruota libera del web, di questa o quella tendenza, mi viene chiesto ad un certo punto: &#8220;Qual&#8217;è il futuro del Web?&#8221;. Non ho la sfera magica ma credo che oggi vedere il futuro del Web vuol dire provare a capire ciò che è strettamente indispensabile a chi lo usa. Se i prodotti commerciali obbediscono alle leggi di mercato il Web è delineato direttamente dall&#8217;utente. Se l&#8217;utente vuole qualcosa se la prenderà, o la creerà egli stesso.</p>
<h2>Semplicità</h2>
<p>Penso sia la semplicità la tendenza fondamentale del domani. I siti Web oggi a disposizione sono ancora troppo &#8220;difficili&#8221; da utilizzare: pieni di informazioni spesso irrilevanti, contengono funzionalità dai contorni confusi. Ad esempio visitare un sito di news significa essere bombardati da pubblicità e molteplici funzioni non chiare. Molti siti vogliono fare troppo e troppo in fretta.<br />
Le ragioni di questo errore sono diverse.</p>
<p>Sono pochi i proprietari di siti che hanno un chiaro <strong>modello di business</strong>. Molti siti si costringono a guadagnare denaro attraverso una pubblicità insistente e casuali funzionalità legate all&#8217;eCommerce. Pensano che offrendo di più hanno maggiori possibilità di guadagnare qualche Euro. Progetti di successo come Google, Flickr, World of Warcraft o Farmville dimostrano esattamente il contrario: si ispirano infatti al principio per cui si deve fare una cosa sempre al meglio, semplificando e non facendo affidamento sulla pubblicità casuale. I Web manager hanno bisogno di un modello di business razionale e di una razionale struttura dei siti se vogliono guadagnare più denaro online. Invece di ammassare funzionalità i siti dovrebbero essere &#8220;più intelligenti&#8221; mostrando pochissimi dati inutili e consegnandoci solo gli elementi rilevanti.</p>
<p>Molti siti Web hanno un funzionamento confuso perché non sono stati creati con la giusta <strong>cura in fase progettuale</strong>. Maggior chiarezza e maggiore semplicità non abbassano il livello d&#8217;insieme, al contrario, si è semplici quando ci si prende cura dei dettagli.<br />
Pensate a Google e alla sua semplicità: all&#8217;utente vengono risparmiati i dettagli tecnici della ricerca e i risultati si dispiegano di fronte ai suoi occhi in un modo talmente completo da non fargli sentire il bisogno di grafica accessoria. Un numero sempre più alto di siti funziona in questo modo semplice e chiaro.</p>
<p>I professionisti del Web dimenticano molto spesso quanto intricata la logica della Rete può apparire a coloro che non appartengono al settore. Se non si è un Web designer, la maggior parte dei siti possono sembrare una vera e propria partita a scacchi. Tutto questo però sta cambiando: anche nelle scuole di Web design fortunatamente si sta iniziando a capire che la <strong>fruibilità e la semplicità</strong> (l&#8217;usabilità) rappresentano gli unici fari da prendere come riferimento.</p>
<h2>Velocità</h2>
<p>Oltre l&#8217;usabilità entra in gioco anche la velocità. La ragione principale per cui (con mio grande dispiacere) la televisione rappresenta ancora un media tremendamente popolare è che nessun sito Internet riesce a battere la velocità di un telecomando. Allo stesso modo nessuna pagina Web potrà mai equiparare la rapidità con cui sfogliamo fisicamente un libro. Lo stesso può essere detto riguardo la radio: viaggiare tra una stazione e l&#8217;altra continua ad essere più semplice che caricare il proprio iPhone. In termini di velocità le interfacce tradizionali rappresentano ancora punti di riferimento importanti per i Web designer.</p>
<p>Le persone hanno cominciato a usare Twitter e Facebook per i messaggi diretti al posto delle E-mail poiché questi sistemi richiedono un numero minore di passaggi fisici per comunicare. I Web designer del futuro si concentreranno meno sulla superficie estetica e di più sulla velocizzazione dei processi Web, riducendo la gestualità necessaria. Il modo migliore per imparare qualcosa sulle interfacce veloci è studiare quelle disponibili nella nostra quotidianità: penso alle maniglie delle porte, ai cassetti, alle bottiglie di shampoo. I Web designer devono avere un occhio di riguardo per il lavoro dei designer dei prodotti tradizionali.</p>
<h2>Estetica</h2>
<p>Dopo la semplicità e la velocità, un altro nodo fondamentale è l&#8217;estetica.<br />
La User Experience è nell&#8217;interfaccia non nell&#8217;estetica. Pensate all&#8217;impiego di Internet nella telefonia mobile: isiti pensati per i telefonini non badano a un&#8217;estetica di superficie. Per questo hanno successo. Le dimensioni ridotte dello schermo e la capacità di trasferimento dei dati dei nostri cellulari costringono i designer a tagliare tutti gli elementi ornamentali, e a concentrarsi sulla pura interazione con l&#8217;utente. Così i designer, invece di dedicare tempo allo sfarzo e alla cromia migliore o sul tipo di carattere da impiegare, dovranno concentrarsi sull&#8217;interfaccia e su quello che ci farà l&#8217;utente.</p>
<p>La preoccupazione per l&#8217;estetica è un&#8217;eco degli anni Novanta. Spesso le stesse figure dirigenziali fanno confusione con i processi di design e pretendono di vedere applicate al Web soluzioni estetiche che continuano a imporre alle proprie aziende da anni. Gli amministratori delegati non dovrebbero essere coinvolti nelle attività di Web design ma solo nelle strategie commerciali legate al loro sito.<br />
Se un progetto di web design aziendale si decide in un processo top-down (cioè dove la questione di solito si attorciglia attorno a dettagli insignificanti, del tipo: &#8220;Il nostro logo deve essere quadrato o tondo? Blu o verde?&#8221;) non si va lontano. Fortunatamente il cambiamento da &#8220;ciò che la dirigenza vuole&#8221; a &#8220;ciò di cui l&#8217;utente ha bisogno&#8221; sta per compiersi in svariati settori. Una delle ragioni per cui la Wii di Nintendo e l&#8217;iPhone di Apple hanno vinto la loro battaglia contro concorrenti più potenti è che sono molto più vicini all&#8217;utente rispetto agli altri prodotti sul mercato.</p>
<h2>Trend principali</h2>
<p>In quest&#8217;ottica la standardizzazione del Web design è un fatto molto positivo: dopo gli anni di anarchia stilistica in cui si ricorreva alla fantasia più sfrenata l&#8217;introduzione di elementi di standardizzazione ha prodotto soluzioni molto più semplici da usare. Il numero di possibilità teoriche per progettare un sito Internet sono infinite, ma in realtà esistono solo poche cose che funzionano davvero. Nascono quotidianamente nuovi progetti dalle mani di professionisti del settore che hanno concentrato la loro attenzione sull&#8217;usabilità e sull&#8217;organizzazione del sito in modo da garantire la migliore esperienza possibile per l&#8217;utente.</p>
<p>La tecnologia segue un corso che va dal &#8220;primitivo&#8221; passando per il complicato, arrivando alla essenzialità.<br />
Il Web si sviluppa allo stesso modo, ma solo più velocemente.</p>


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		<title>La rivoluzione dei Social Media</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 22:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
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		<title>Hyper reality</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 17:44:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
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		<title>3 motivi per cui i Social Media stanno uccidendo i Motori di Ricerca</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 22:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I principali motivi per cui cerchiamo sono la ricerca di notizie/novità o di argomenti che già conosciamo e che vogliamo approfondire.
Ho letto recentemente un articolo riguardo ad una comparazione del traffico sui differenti Social Media, che vengono anche raggruppati nel concetto di  &#8220;real time web&#8221; per la loro natura istantanea e frenetica. In particolare mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I principali motivi per cui cerchiamo sono la ricerca di notizie/novità o di argomenti che già conosciamo e che vogliamo approfondire.</p>
<p>Ho letto recentemente <a href="http://www.borthwick.com/weblog/2010/01/17/real-time-web-data/" target="_blank">un articolo</a> riguardo ad una comparazione del traffico sui differenti Social Media, che vengono anche raggruppati nel concetto di  &#8220;real time web&#8221; per la loro natura istantanea e frenetica. In particolare mi ha colpito l&#8217;andamento di <a href="http://bit.ly/" target="_blank">Bit.ly</a>. Non so se tutti sapete di cosa si tratta&#8230; cerco di spiegarlo: è uno strumento nato per &#8220;accorciare i link&#8221; da inserire nei messaggi inviati tramite Twitter (dove c&#8217;è un numero limitato di caratteri da rispettare) o tramite altri strumenti di comunicazione come chat, blog e social media in genere. Se volete condividere un link a una pagina, ma questo è lungo o contiene caratteri strani che non vengono interpretati correttamente dallo strumento che state utilizzando, allora Bit.ly è la soluzione&#8230; e infatti è diventato il servizio più utilizzato al mondo per questo scopo.</p>
<p>Da una breve ricerca ho potuto appurare che l&#8217;andamento di traffico su Bit.ly potesse essere un ottimo indice del flusso delle informazioni nei Social Media e che quindi potesse essere in qualche modo messo a confronto con il traffico su Google Search a cui ci si rivolge per la ricerca delle informazioni. Qualcuno potrebbe non essere d&#8217;accordo ma penso che i due valori siano in qualche modo confrontabili alla luce del fatto che entrambi hanno come obiettivo quello di condurvi a pagine che vi interessano con la differenza che in un caso ci arrivare da una ricerca e nell&#8217;altro da una raccomandazione.</p>
<h2><img class="alignleft  size-full wp-image-894" title="Social media contro Motori di ricerca" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2010/02/socialmedia_searchengines.jpg" alt="" width="523" height="414" /></h2>
<p>Vediamo quindi quali sono i punti chiave della battaglia tra Social Media e Motori di ricerca.</p>
<h2>Raccomandazione</h2>
<p>Una notizia importante non ha bisogno di essere cercata. Ce la passiamo l&#8217;un l&#8217;altro nella bacheche di Facebook e sappiamo che troveremo una miriade di link ad approfondimenti e aggiornamenti continui su Twitter&#8230; in Google non troveremmo altro che link a notizie &#8220;vecchie&#8221;.<br />
C&#8217;è un motivo per cui questo trend penso di fermerà&#8230; ma ne riparliamo alla fine.</p>
<h2>Cura e qualità</h2>
<p>Ci sono così tante informazioni in rete che si rende necessario lavorare sempre più sulla loro cura e qualità per assicurarsi credibilità e fiducia da parte degli utenti. Gli strumenti che abbiamo a disposizione per il bookmarking (<a href="http://delicious.com/" target="_blank">delicious</a>), favoriting (<a href="http://www.facebook.com/" target="_blank">Facebook</a>, <a href="http://www.google.com/reader/" target="_blank">Google Reader</a> e <a href="http://www.twitter.com/" target="_blank">Twitter</a>) e lo storing offline (<a href="http://www.instapaper.com/" target="_blank">Instapaper</a>) sono in miglioramento continuo e ci mettono nelle condizioni di rivolgerci sempre meno ai motori di ricerca.</p>
<h2>Scarsa innovazione della ricerca</h2>
<p>Come condiviso da molti questo è il più grande problema a cui <a href="http://www.google.it/" target="_blank">Google</a>, <a href="http://www.bing.com" target="_blank">Bing</a>, <a href="http://www.yahoo.com" target="_blank">Yahoo </a>e qualsiasi altro motore di ricerca sta cercando di risolvere. Bing e Google si stanno dando battaglia per integrare anche il real time data nei risultati delle loro ricerche. Una conquista che riaprirebbe le danze per i motori di ricerca nei confronti dei social media anche alla luce del crescente livello di spam a cui questi ultimi sono soggetti, ma che i motori di ricerca riuscirebbero a filtrare con gli strumenti che hanno già a disposizione.</p>
<p>Stiamo a vedere.</p>


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		<title>S come&#8230; Sei punti di forza di un sito di eCommerce</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 17:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
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Sei punti di forza che un sito di commercio elettronico deve avere per fare la differenza.
1. Sicurezza
Un sito di commercio elettronico deve infondere sicurezza nel cliente. Da molte persone gli acquisti online sono ancora visti con sospetto e scetticismo: paure di clonazione di carte di credito si aggiungono al timore di pagare a vuoto, senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-862" title="S come..." src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2010/01/superman.jpg" alt="S come..." width="540" height="195" /><br />
Sei punti di forza che un sito di commercio elettronico deve avere per fare la differenza.</p>
<h2>1. Sicurezza</h2>
<p>Un sito di commercio elettronico deve infondere sicurezza nel cliente. Da molte persone gli acquisti online sono ancora visti con sospetto e scetticismo: paure di clonazione di carte di credito si aggiungono al timore di pagare a vuoto, senza ricevere poi la merce. La sicurezza deve quindi essere la base su cui fondare il proprio eCommerce.</p>
<h2>2. Scelta</h2>
<p>Un negozio online deve avere un’ampia scelta di prodotti da offrire ai propri clienti. A differenza di un normale negozio, che ovviamente può avere problemi logistici, un negozio elettronico non ha problemi di spazio.</p>
<h2>3. Semplicità</h2>
<p>In rete naviga chiunque, sia utenti esperti che nuovi, giovani e anziani. Un sito di commercio elettronico deve essere semplice da navigare e chiaro. Le varie opzioni devono essere di semplice comprensioni per ogni tipo di utente. Curare l’usabilità del proprio e-commerce significa aumentare le probabilità di vendita.</p>
<h2>4. Sconti</h2>
<p>Perché dovrei comprare online e non in un comune negozio? Perché pagare, oltre allo stesso prezzo, anche le spese di spedizione? Acquistare online non deve essere solo comodo, ma anche e soprattutto conveniente. Se il cliente trova un negozio in cui risparmia, ci acquista di sicuro. Ne ricaverà non solo un risparmio di tempo, ma anche di denaro.</p>
<h2>5. Servizi</h2>
<p>Un eCommerce deve limitarsi a vendere i propri prodotti oppure deve offrire ai clienti anche dei servizi annessi? Se facciamo il paragone con la vita reale, quante volte abbiamo preferito acquistare in un negozio piuttosto che in un altro perché, ad esempio, nel primo il negoziante ci avvisava quando il prodotto che era finito sarebbe stato di nuovo disponibile? Così in un sito di commercio elettronico possiamo trovare una vasta serie di servizi aggiuntivi come:</p>
<ul>
<li>possibilità di spedire a un altro indirizzo</li>
<li>possibilità di fare un pacco regalo</li>
<li>essere avvisati quando torna disponibile un prodotto</li>
<li>leggere le recensioni sui prodotti</li>
<li>essere avvisati quando il prezzo di un prodotto che ci interessa cambia</li>
<li>chiedere il parere su un prodotto ai nostri amici su Facebook</li>
<li>ecc.</li>
</ul>
<h2>6. Supporto</h2>
<p>L’assistenza al cliente non deve assolutamente mancare. Come in un normale negozio siamo abituati a ricevere aiuto, a maggior ragione in un negozio elettronico possiamo riscontrare molti più problemi, proprio per il fatto che stiamo acquistando tramite una macchina. Non riusciamo a trovare un prodotto col motore di ricerca, non funziona un link, il carrello non si aggiorna, abbiamo sbagliato a fare un ordine, ecc. Gli esempi sono tanti. È necessario dare supporto al cliente velocemente e non abbandonarlo a se stesso&#8230; oppure lui abbandonerà il negozio.</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il futuro dell&#8217;eCommerce</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 10:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce]]></category>
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		<description><![CDATA[
Abbiamo recentemente partecipato al forum sull&#8217;eCommerce dal titolo &#8220;eCommerce 2009: segnali positivi, nonostante la crisi&#8221; che si è tenuto presso il Politecnico di Milano.
Nella mezza giornata trascorsa al Politecnico sono stati messi in luce importanti aspetti del commercio elettronico internazionale e in particolare il ruolo che questa attività di business online può svolgere in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-857" title="Forum eCommerce 2009" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/11/forumecommerce.jpg" alt="Forum eCommerce 2009" width="540" height="195" /></p>
<p>Abbiamo recentemente partecipato al forum sull&#8217;eCommerce dal titolo &#8220;<strong>eCommerce 2009: segnali positivi, nonostante la crisi</strong>&#8221; che si è tenuto presso il <strong>Politecnico di Milano</strong>.<br />
Nella mezza giornata trascorsa al Politecnico sono stati messi in luce importanti aspetti del commercio elettronico internazionale e in particolare il ruolo che questa attività di business online può svolgere in un clima di recessione come quello che stiamo vivendo. Dopo alcune ore di immersione abbiamo potuto avere un quadro ben preciso del commercio elettronico in Italia e vogliamo condividere le nostre impressioni con voi.</p>
<p>I 20 top player italiani sono: 12 operatori del turismo (Airfrance, Alitalia, eDreams, Expedia, lastminute.com, Meridiana, Myair, Trenitalia, Tui.it, Venere, Volagratis, WindJet), 4 delle assicurazioni (Direct Line, Genertel, Genialloyd, Onlinear) e 2 telefoniche (Tim e Vodafone). Solo 2 operatori vendono prodotti (eBay e Yoox).</p>
<p>Vediamo alcuni dei dati salienti presentati:</p>
<ul>
<li>il popolo degli italiani che fanno acquisti online si aggira sui <strong>6,6 milioni di persone</strong> (probabilmente c&#8217;è molto ottimismo)</li>
<li>ogni acquirente spende in media <strong>900 Euro all&#8217;anno</strong> (siamo in linea alla media europea)</li>
<li>tassi di crescita 2009: <strong>+42%</strong> abbigliamento, <strong>+17%</strong> editoria e musica, <strong>+9%</strong> grocery, <strong>+7%</strong> informatica e elettronica e <strong>-3%</strong> per il turismo</li>
<li>in controtendenza rispetto all&#8217;estero si acquistano per il <strong>66% servizi</strong> mentre per il <strong>34% prodotti</strong></li>
<li>crescono le vendite all&#8217;estero <strong>+9% </strong>(in particolare nel settore abbigliamento)<strong><br />
</strong></li>
<li>invece si compra dall&#8217;estero nei settori biglietteria aerea e informatica ed elettronica di consumo</li>
<li>modalità di pagamento preferite: <strong>70%</strong> con carta di credito, <strong>11%</strong> con PayPal, <strong>9%</strong> bonifico, <strong>5% </strong>contrassegno, <strong>1%</strong> finanziamento, <strong>1%</strong> vaglia,  <strong>1%</strong> altro, <strong>2%</strong> frodi</li>
</ul>
<h2>Quali trend sono in atto?</h2>
<p>Molti operatori della distribuzione moderna stanno avviando progetti eCommerce anche se in modo graduale. Chiave di volta è rappresentata dalla multicanalità intesa come pluralità di strumenti per raggiungere gli utenti nel mondo reale e in quello internet e metterli nelle migliori condizioni per acquistare: così c&#8217;è chi acquisisce informazioni sulle abitudini di consumo dei propri clienti (sondaggi, carte socio ecc.), volantini online, la promozione del compra online e ritira presso il punto vendita ecc. Molti dei top player confermano la valenza di infoCommerce dei propri progetti: gli utenti utilizzano il sito eCommerce come catalogo/listino per fare una serie di valutazioni e comparazioni tra prodotti prima dell&#8217;acquisto nei punti vendita fisici.</p>
<p>L&#8217;abbigliamento è il settore con il più alto tasso di iniziative. Tutti i principali brand hanno aperto o stanno aprendo un negozio online.<br />
Tra il 2008 e il 2009 vi sono importanti ingressi di case di moda &#8211; Armani, Bata, D&amp;G, Diesel, Furla, Gucci, Meltinpot, Miss Sixty, Moschino, Pinko, Prada, Stone Island, Valentino &#8211; sia di alcune catene dell&#8217;abbigliamento sportivo come Cisalfa e Decathlon. Roberto Cavalli e Zara hanno annunciato l&#8217;imminente entrata online.<br />
Il colosso internazionale Yoox oltre a giocare un ruolo di leader di settore in termine di vendite sta avviandosi a diventare anche service provider vendendo la propria piattaforma a diversi operatori del settore.</p>
<p>Si affermano alcuni nuovi modelli di business: dal club online al service provider passando per il mobile commerce.</p>
<h2>Quali conclusioni possiamo trarre?</h2>
<p>Il mercato dell&#8217;eCommerce in Italia ha ancora molti spazi e nei prossimi anni saranno avvantaggiate quelle aziende che si saranno messe online per prime e avranno investito per fidelizzare i loro clienti online e migliorare servizi e modalità di vendita multicanale.<br />
Non ci sono complessità tecnologiche: le piattaforme di commercio elettronico si stanno livellando in termini di servizi offerti e la grossa differenza la faranno le attività di web marketing al contorno (e-mail marketing, social media, campagne banner e pay-per-click ecc.).<br />
L&#8217;allargamento verso un potenziale pubblico proveniente da tutto il mondo impone una attenta valutazione delle scelte strategiche di vendita online: logistica, gestione degli ordini, multi valuta, system integration ecc.<br />
In Italia è necessaria una intensa attività di miglioramento delle infrastrutture tecnologiche, di un abbassamento dei costi di connessione (mobile e non), di una maggior fiducia all&#8217;utilizzo di carte di credito, di una offerta di siti affidabili e sicuri in cui poter acquistare in sicurezza e risparmio.<br />
Riteniamo sia necessario intraprendere una serie di attività di informazione e promozione del commercio elettronico a partire dalle istituzioni fino agli istituti di credito: non basta aumentare o migliorare l&#8217;offerta se non si aumenta il numero degli italiani che acquistano online in piena libertà e senza timore.</p>
<p>In Webgriffe abbiamo dato vita a metà di quest&#8217;anno ad una serie di servizi di consulenza e sviluppo focalizzati sui progetti eCommerce: dopo il forum abbiamo avuto la conferma che aver investito tempo nello sviluppo di queste competenze è stata una scelta azzeccata e  vincente, anche a fronte di numerose richieste da parte di vecchi e nuovi clienti. È necessario però non perdere di vista che vendere online richiede la pianificazione di un progetto condiviso tra l&#8217;azienda e chi si occuperà dello sviluppo e della integrazione con sistemi CRM esistenti, così come prevedere nel tempo risorse dedicate alle attività di mantenimento e web marketing.</p>
<p>E voi siete pronti a vendere online?</p>


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		<title>Google story</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 17:22:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
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		<title>5 anni di Firefox!</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 10:12:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
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		<title>William Rice, Magento Beginner&#8217;s Guide</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 16:02:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Capitolo 1 &#8211; Introduzione: vengono descritte le finalità del libro e mostrata una panoramica del negozio allestito a scopo dimostrativo.
Capitolo 2 &#8211; Installazione: vengono descritti i passaggi necessari all&#8217;installazione di Magento. Si passa dalla verifica dei requisiti di sistema al setup del database che ospiterà i dati per terminare con il download del software e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.packtpub.com/magento-beginners-guide/mid/2408095l372q?utm_source=blog.webgriffe.com&amp;utm_medium=affiliate&amp;utm_content=blog&amp;utm_campaign=mdb_000352"><img class="alignleft size-medium wp-image-723" title="Magento Beginner's Guide" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/09/packt_1847195946-236x300.jpg" alt="packt_1847195946" width="142" height="180" /></a><strong>Capitolo 1 &#8211; Introduzione:</strong> vengono descritte le <strong>finalità </strong>del libro e mostrata una <strong>panoramica </strong>del negozio allestito a scopo dimostrativo.</p>
<p><strong>Capitolo 2 &#8211; Installazione:</strong> vengono descritti i passaggi necessari all&#8217;<strong>installazione </strong>di Magento. Si passa dalla verifica dei <strong>requisiti </strong>di sistema al setup del <strong>database </strong>che ospiterà i dati per terminare con il download del software e alla relativa installazione sul <strong>server</strong>. L&#8217;autore si sofferma su alcuni aspetti relativi ai <strong>permessi </strong>sui file e ai più comuni <strong>errori </strong>di installazione.</p>
<p><strong>Capitolo 3 &#8211; Categorie e Attributi:</strong> illustra alcuni passaggi necessari prima di poter inserire un prodotto a catalogo. Il capitolo si sofferma sulla definizione di categorie, attributi e gruppi di attributi spiegando con esempi pratici il significato delle numerose opzioni disponibili.</p>
<p><strong>Capitolo 4 &#8211; Tassazione:</strong> Magento è altamente flessibile e consente di applicare aliquote di imposta diverse in base al tipo di prodotto, al tipo di cliente finale (ad esempio cliente privato grossista) e alla regione di riferimento. Il capitolo illustra il funzionamento e la configurazione delle regole di imposta e le modalità di importazione e esportazione da o verso file esterni.</p>
<p><strong>Capitolo 5 &#8211; Aggiungere prodotti semplici:</strong> il capitolo mostra le fasi principali di inserimento di un prodotto semplice a catalogo e offre qualche consiglio su come utilizzare i vari campi nelle diverse situazioni. Il capitolo si chiude con un breve quiz di autovalutazione su argomenti quali, ad esempio, la gestione delle quantità a magazzino.</p>
<p><strong>Capitolo 6 &#8211; Personalizzazione di base dell&#8217;aspetto del negozio:</strong> questo capitolo mostra come applicare alcune personalizzazioni di base all&#8217;aspetto del negozio relativamente al titolo del sito, al logo, ai banner (<em>callout</em>), alla attivazione e disattivazione di blocchi di contenuto, alla navigazione a livelli per finire con un esempio di installazione di un tema grafico alternativo. È bene precisare che la creazione di un tema grafico alternativo non è un argomento trattato in questo testo.</p>
<p><strong>Capitolo 7 &#8211; Gestire prodotti complessi:</strong> questo capitolo affronta il tema della gestione di prodotti complessi come prodotti correlati, prodotti raggruppati e prodotti configurabili. Importante segnalare che non viene fatta menzione delle tipologie di prodotti introdotte in versioni di Magento successive alla pubblicazione del libro, come i prodotti <em>bundle</em>, i prodotti virtuali, quelli scaricabili e i prodotti alternativi. Anche se ha questi limiti, il capitolo affronta bene l&#8217;argomento e si conclude con un breve quiz di autovalutazione.</p>
<p><strong>Capitolo 8 &#8211; Gestione dei clienti:</strong> questo breve capitolo si concentra sulle opzioni di creazione e gestione degli utenti e illustra alcuni benefici della registrazione sia per il gestore del negozio sia per gli utenti. Anche questo capitolo si conclude con un breve quiz di autovalutazione.</p>
<p><strong>Capitolo 9 &#8211; Pagamenti:</strong> questo capitolo illustra le diverse modalità per ricevere pagamenti on-line e alcuni passaggi di configurazione preliminari. Il capitolo si sofferma sui sistemi con cui Magento si integra di default e mette a confronto i pro e i contro di alcuni di essi come PayPal e Google Checkout.</p>
<p><strong>Capitolo 10 &#8211; Spedizioni:</strong> il capitolo si concentra sulla configurazione delle modalità e dei costi di spedizione. In particolare vengono forniti esempi pratici per la configurazione di spese di spedizione a costo fisso, a costo variabile basato su tabella di importazione e a costo zero (free shipping). Il capitolo si chiude con un breve quiz di autovalutazione sugli argomenti trattati.</p>
<p><strong>Capitolo 11 &#8211; Gestione degli ordini:</strong> il capitolo illustra e dispensa utili consigli sulla corretta gestione del ciclo di vita di un ordine.</p>
<p><strong>Appendice A &#8211; Guida passo passo alle procedure di amministrazione:</strong> questa utile appendice riepiloga i passaggi delle procedure di amministrazione più utilizzate.</p>
<p><strong>Pro: </strong>un libro facile e veloce, si legge in poco tempo ed è ricco di illustrazioni ed esempi. Apprezzabile l&#8217;appendice conclusiva con le spiegazioni riassuntive delle procedure di amministrazione più utilizzate.</p>
<p><strong>Contro: </strong>la versione di Magento a cui il testo fa riferimento è la 1.1.5 che, ormai, non è più molto attuale (risale all&#8217;autunno 2008). Ne consegue che alcune funzionalità introdotte nelle ultime versioni non siano trattate.</p>
<p><strong>Conclusioni: </strong>nonostante alcune lacune è un libro sicuramente consigliato a chi si avvicina per la prima volta alla piattaforma Magento. Chi ha già dimestichezza con la piattaforma e ha già letto la guida ufficiale di riferimento troverà in questo libro un filo conduttore che lega i diversi argomenti.</p>


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		<title>eCommerce per crescere</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 08:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo orgogliosi di aver investito tempo e risorse per realizzare Boutique, la  soluzione eCommerce che permette a chiunque di affacciarsi al mondo del commercio elettronico sfruttando la più efficiente tecnologia sul mercato, capace di favorire l&#8217;indicizzazione dei motori di ricerca e funzionalità impareggiabili.
Boutique è un servizio completo di consulenza, formazione e supporto tecnico.
Si basa sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://boutique.webgriffe.com"><img class="aligncenter size-full wp-image-836" title="Boutique: il servizio eCommerce di Webgriffe" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/10/boutique_featured.jpg" alt="Boutique: il servizio eCommerce di Webgriffe" width="540" height="195" /></a>Siamo orgogliosi di aver investito tempo e risorse per realizzare <a href="http://boutique.webgriffe.com/" target="_blank">Boutique</a>, la  soluzione eCommerce che permette a chiunque di affacciarsi al mondo del commercio elettronico sfruttando la più efficiente tecnologia sul mercato, capace di favorire l&#8217;indicizzazione dei motori di ricerca e funzionalità impareggiabili.</p>
<p>Boutique è un servizio completo di consulenza, formazione e supporto tecnico.<br />
Si basa sul sistema <a href="http://boutique.webgriffe.com/boutique/magento/" target="_blank">Magento eCommerce</a>: un software open source che si è già imposto come lo standard per i siti di commercio elettronico, grazie alla sua stabilità e versatilità.</p>
<p>La piattaforma eCommerce è accessibile da qualsiasi postazione (PC, Linux, Macintosh, iPhone ecc.) purché sia collegata ad Internet. Attraverso un avanzato strumento di gestione online, l’utente ha la facoltà di organizzare il catalogo prodotti, gestire ordini, promozioni, vendite e molto altro ancora.</p>
<p>Dal rilascio iniziale avvenuto a Luglio 2009 Boutique ha riscosso un notevole interesse e il feedback dei clienti ha permesso di affinare ulteriormente l&#8217;offerta: a tal proposito è stata segmentata introducendo tre diverse tipologie di servizio per andare in contro alle diverse esigenze degli interessati.</p>
<p>A breve pubblicheremo il portfolio dei siti di commercio elettronico realizzati.<a href="http://boutique.webgriffe.com/"><br />
Scopri le caratteristiche di Boutique</a> e <a href="mailto:info@webgriffe.com">contattaci</a> per maggiori informazioni.</p>
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<p style="font-family: 'Trebuchet MS',Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 13px; color: #666666;">Siamo orgogliosi di aver investito tempo e risorse per realizzare <a style="color: #2971a7;" href="http://boutique.webgriffe.com/"><strong>Boutique</strong></a>, la nostra soluzione eCommerce che permette a chiunque di affacciarsi al mondo del commercio elettronico sfruttando la più efficiente tecnologia sul mercato, capace di favorire l&#8217;indicizzazione dei motori di ricerca e funzionalità impareggiabili.</p>
<p style="font-family: 'Trebuchet MS',Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 13px; color: #666666;">Boutique è un servizio completo di <strong>consulenza</strong>, <strong>formazione</strong> e <strong>supporto tecnico</strong>.<br />
Si basa sul sistema <a style="color: #2971a7;" href="http://boutique.webgriffe.com/boutique/magento/" target="_blank">Magento eCommerce</a>: un software open source che si è già imposto come lo standard per i siti di commercio elettronico, grazie alla sua stabilità e versatilità.</p>
<p style="font-family: 'Trebuchet MS',Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 13px; color: #666666;">La piattaforma eCommerce è accessibile da qualsiasi postazione (PC, Linux, Macintosh, iPhone ecc.) purché sia collegata ad Internet. Attraverso un avanzato strumento di gestione online, l’utente ha la facoltà di organizzare il catalogo prodotti, gestire ordini, promozioni, vendite e molto altro ancora.</p>
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