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	<title>Webgriffe® magazine &#187; web 3.0</title>
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	<description>Immaginare, creare e innovare.</description>
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		<title>Buttatevi nei social media anche se non li capite!</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 05:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per un Web migliore]]></category>
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		<description><![CDATA[Se siete lettori di blog che parlano di marketing e comunicazione d&#8217;impresa sarete certamente subissati di articoli riguardanti i motivi di avere un blog o un account di Twitter, o una pagina su Facebook e qualsiasi altra cosa che spesso non sapete nemmeno cosa significa. Anche mia madre che non ha un computer e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/08/3750928413_5aaca341e7_o.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-692" title="L'albero dei social media" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/08/3750928413_5aaca341e7_o-540x303.jpg" alt="L'albero dei social media" width="540" height="303" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Se siete lettori di blog che parlano di marketing e comunicazione d&#8217;impresa sarete certamente subissati di articoli riguardanti i motivi di avere un blog o un account di Twitter, o una pagina su Facebook e qualsiasi altra cosa che spesso non sapete nemmeno cosa significa. Anche mia madre che non ha un computer e non lo sa usare, ma legge assiduamente articoli di blog riportati su riviste e quotidiani, mi chiede cosa sia Facebook.</p>
<p><strong>E malgrado questo bombardamento c&#8217;è ancora molta gente e molti imprenditori che pensano di non aver bisogno di un blog!</strong></p>
<p>Nei prossimi cinque minuti vorrei cercare di convincervi dell&#8217;importanza di tuffarsi nel mondo dei blog, di Twitter, di Facebook ecc.</p>
<h2>Dieci anni fa&#8230;</h2>
<p>Torniamo indietro di 10 anni al 1998 (ai miei inizi guarda caso)&#8230;<br />
era un periodo in cui chiunque e ogni azienda (forse è il caso di limitarsi al mondo occidentale anche se non mi piace questa espressione) era convinta di aver bisogno di un sito web. Sì, era paradossale (confrontata ad oggi) la domanda di siti web e la fiducia che il committente riponeva in questo investimento.</p>
<p>Il bello è che nessuno aveva la minima idea di cosa potesse farsene di un sito web. Era una brochure? Una vetrina? Un manifesto? Qualcuno diceva: &#8220;È un nuovo modo di fare business.&#8221; La gente rimaneva senz&#8217;altro a bocca aperta&#8230; ma cosa diavolo significava?</p>
<p>Ormai la cosa aveva preso una strana piega per cui <strong>se non avevi un sito web eri invisibile</strong><strong>.</strong> Sia chiaro, non semplicemente difficile da contattare, no, <em>invisibile! </em></p>
<p>Ogni azienda si muoveva già per suo conto in pubblicità e public relations per raggiungere le persone con i propri slogan, ma poi cosa accadeva? Le persone venivano ad acquistare al negozio? Chiamavano il numero verde per maggiori informazioni? No, nel 1998 la gente voleva un indirizzo internet e se non avevi da darglielo avevano finito con te. L&#8217;era del <strong><em>HTTP://</em></strong> come biglietto da visita era iniziata e chiunque aveva l&#8217;obbligo di avere un sito (mi viene da ridere oggi).</p>
<p>Attenzione però, le aziende continuavano a non avere idea dell&#8217;utilità di un sito web, ma avevano almeno capito di non avere scelta: se non lo facevano, lo faceva il loro diretto concorrente, e anche se si trattava di fare qualcosa di cui non si capiva il senso e non si percepiva il valore lo si faceva ad ogni costo (purtroppo la bolla speculativa che ne è risultata ha fatto saltare il sistema pochi anni dopo).</p>
<p>Come puoi arricchirti col web? Nessuno può insegnarlo e anche quelli che cercavano di convincere il mondo a &#8220;vivere&#8221; nel web non avevano idea del vero potenziale di internet. <strong>Internet non è semplicemente &#8220;un altro media&#8221;</strong> ma è capace di creare quelle condizioni e opportunità per cui Amazon è diventato <a href="http://www.forbes.com/2003/09/08/cx_jw_0908mondaymatch.html" target="_blank">34 volte più grande</a> di Barnes &amp; Noble, o dove <a href="http://www.google.com/finance?chdnp=0&amp;chdd=1&amp;chds=0&amp;chdv=0&amp;chvs=Logarithmic&amp;chdeh=0&amp;chdet=1239575793484&amp;chddm=553508&amp;cmpto=NYSE:BBI&amp;cmptzos=-18000&amp;q=NASDAQ:NFLX&amp;ntsp=0" target="_blank">NetFlix ha affondato Blockbuster</a>, e ancora dove <a href="http://about.skype.com/2005/09/ebay_to_acquire_skype.html" target="_blank">Skype vale 2.6 Miliardi di Dollari</a> mentre le compagnie di telecomunicazioni sono in crisi.</p>
<p>Non si tratta solo di un nuovo media, <strong>è un mondo completamente differente</strong> dove i modelli di business sono diversi rispetto al mondo reale. Da un punto di vista economico è un mercato parallelo a quello reale in grado di offrire infinite opportunità grazie alla riduzione degli spazi e dei tempi e alla sua natura digitale. Credo fermamente che <strong>la data della &#8220;scoperta&#8221; del web dovrà essere ricordata come quella della scoperta dell&#8217;America</strong>.</p>
<h2>Oggi</h2>
<p>Torniamo ad oggi e possiamo notare che il disegno di dieci anni fa è cambiato notevolmente.</p>
<p><a href="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/08/3256031851_5b91c3c7a8_o.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-691" title="Social media" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/08/3256031851_5b91c3c7a8_o-540x405.jpg" alt="Social media" width="540" height="405" /></a></p>
<p><strong>Oggi, anche se hai un sito web nuovo sei invisibile in Internet!</strong></p>
<p>Prendiamo per esempio <a href="http://code.google.com/p/photodiary/" target="_blank">photoDiary,</a> una applicazione realizzata qualche anno fa dal mio studio per creare in modo semplice e veloce un proprio blog fotografico. La mia azienda non ha interesse ad arricchirsi con questa applicazione che infatti ha rilasciato in open-source&#8230; ma supponiamo per un attimo di sì.</p>
<p>photoDiary è praticamente invisibile. Come potreste trovarlo? Cercando su Google &#8220;photo blog&#8221;? Eh eh non scherziamo! Qualsiasi motore di ricerca al mondo non indicizzerebbe mai un nuovo sito web nei primi posti per queste parole chiave, troppo diffuse e abusate.<br />
Quindi che possiamo fare per raggiungere il nostro target, i blogger? Mettere una pubblicità in una rivista per blogger? Oops, i blogger non leggono riviste cartacee. Ok allora faremo pubblicità su blog famosi e frequentati! Oops, i blogger leggono i blog con gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Feed_reader" target="_blank">RSS readers</a> che (normalmente) non mostrano pubblicità.<br />
Prendiamone atto: photoDiary è invisibile. Sì, ci sono un sacco di articoli apparsi su blog e portali che ne parlano ma non bastano a fargli spiccare il volo.</p>
<p><a href="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/08/2945559128_0a8871d33d_o.jpg"><img class="size-medium wp-image-690 alignleft" title="Sal sul carro dei social media" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/08/2945559128_0a8871d33d_o-300x222.jpg" alt="Sal sul carro dei social media" width="300" height="222" /></a><strong>I giorni del &#8220;fai un sito e pubblicizzalo&#8221; sono finiti.</strong> È troppo costoso essere notati in un sistema in cui <a href="http://blog.webgriffe.com/web-search-marketing-mercato-gonfiato/" target="_blank">il search marketing è un mercato gonfiato</a>.<br />
I social media rimangono la sola via in cui photoDiary può prendere slancio: cerchiamo di capire il perché. Se <a href="http://www.problogger.net/" target="_blank">Darren Rowse</a> o <a href="http://www.copyblogger.com/" target="_blank">Brian Clark</a> ne parlano allora è visibile. Se raggiunge la prima pagina di <a href="http://digg.com/" target="_blank">Digg </a>è molto visibile. Una volta che è visibile, una volta che avrà molti link in entrata e molto traffico allora avremo la possibilità di iniziare ad utilizzare tutte le più dispendiose <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ottimizzazione_%28motori_di_ricerca%29" target="_blank">tecniche di SEO</a> per rimanere visibili il più a lungo possibile. Si parla di investimenti che hanno almeno quattro zeri. I social media sono invece gratuiti e rimangono l&#8217;unica strada per evitare rallentamenti e spese folli di denaro.</p>
<p><strong>I social media stanno cambiando le regole del mercato</strong>, proprio allo stesso modo in cui il web lo fece dieci anni fa. È tutto in movimento e ancora si può solo ipotizzare dove si stia andando, ma è chiaro che i tempi stanno cambiando e chi non salta sul treno alla svelta rischia di fare la fine della stampa.</p>
<h2>Esempi?</h2>
<ul>
<li>In un test portato a termine da <a href="http://www.bazaarvoice.com/" target="_blank">BazaarVoice</a>, Rubbermaid ha scoperto che pubblicare i pareri dei propri clienti <a href="http://www.bazaarblog.com/2009/03/09/rubbermaid-improves-customer-experience-through-ratings-reviews/" target="_blank">incrementa le vendite e diminuisce i resi</a> dei loro prodotti. Gli scettici sostenevano che i prodotti con giudizi negativi sarebbero rimasti invenduti. Invece è accaduto il contrario: i clienti che leggono i giudizi negativi non sempre sono d&#8217;accordo o non gli interessa quel particolare problema segnalato e se il prezzo è conveniente si rivela comunque un affare.</li>
<li><a href="http://fogcreek.com/" target="_blank">Fog Creek software</a> ha guadagnato milioni di dollari da FogBugz, un sistema di tracking dei bug. Ci sono centinaia di bug-tracking systems in commercio: gratuiti, economici, costosi, open-source, ma nonostante questo Fog Creek ha una grande visibilità e successo senza fare pubblicità. Come? Perché il fondatore, <a href="http://blog.webgriffe.com/tag/joel-spolsky/">Joel Spolsky</a>, ha realizzato un seguitissimo <a href="http://joelonsoftware.com/" target="_blank">blog sull&#8217;arte di scrivere software</a>. Ha anticipato i tempi; prima dell&#8217;avvento degli RSS notificava i propri lettori via e-mail quando uno nuovo era stato pubblicato e disponibile. È riconosciuto da tutti che senza questo approccio Fog Creek sarebbe rimasta una sconosciuta software agency come tante altre.</li>
<li>Nike ha permesso alle persone di <a href="http://nikeid.nike.com/" target="_blank">costruirsi e ordinare scarpe personalizzate</a> sul suo sito web. Gli scettici dicono che personalizzazioni troppo spinte possono fare aumentare notevolmente i costi di produzione e quelli progettuali e che le persone hanno bisogno di provare le scarpe prima di acquistarle. Sbagliato! Quando il sito venne pubblicato Nike creò dei negozi reali in cui era possibile fare la medesima cosa. Da questi negozi deriva ad oggi più del 25% delle entrate della Nike.</li>
<li>Sempre in tema scarpe anche <a href="http://zappos.com/" target="_blank">Zappos</a> vende scarpe in Internet. Il CEO Tony Hsieh è convinto che la loro leggendaria presenza in Twitter si riflette sulle vendite. Lui stesso ha anche scritto una <a href="http://twitter.zappos.com/start" target="_blank">guida a Twitter per principianti</a>. Lui sostiene ancora che Twitter e gli altri strumenti di comunicazione aperta sono <em>necessari</em> per una eccellente assistenza ai clienti; <a href="http://www.fastcompany.com/blog/alissa-walker/member-blog/tony-hsiehs-zapposcom" target="_blank">gli implegati sono istruiti su Twitter</a>. Zappos <a href="http://www.fastcompany.com/fast50_09/profile/list/zappos" target="_blank">ha fatturato 1 miliardo di dollari lo scorso anno</a> nonostante la recessione; è inutile negarlo&#8230; hanno colto nel segno.</li>
<li>Il sito <a href="http://marketing.fm/" target="_blank">Marketing.fm</a> che tratta di temi riguardanti marketing e tecnologia ha <a href="http://siteanalytics.compete.com/marketing.fm+marketing.com/?metric=uv" target="_blank">il doppio delle visite</a> del concorrente marketing.com. Uno ha un blog con utilissimi contenuti e servizi e uno no: indovinati chi!</li>
<li><a href="http://www.zeusjones.com/blog/2009/the-best-social-media-marketing/" target="_blank">Zeus Jones descrive altri 16 esempi di successo</a>.</li>
</ul>
<p><strong>Nei prossimi dieci anni ci saranno tanti altri casi come questi.</strong></p>
<p>Resteranno immutati gli attuali siti e social network? No.<br />
Saremo in grado di capire nell&#8217;immediato come utilizzarli nel modo migliore? No.<br />
Ci saranno nuovi strumenti tipo questi in futuro? Sicuro.</p>
<p>Ma oggi e nel futuro prossimo questa è la realtà dei fatti: <strong>dovete buttarvi dentro ai social media anche se non li capite!</strong></p>
<p>Se volete una spinta noi siamo qui ;-) </p>


<p>Articoli correlati:</h2><ol><li><a href='http://blog.webgriffe.com/il-successo-dei-social-media/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il successo dei Social Media'>Il successo dei Social Media</a></li>
<li><a href='http://blog.webgriffe.com/social-media-revolution/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Social Media Revolution'>Social Media Revolution</a></li>
<li><a href='http://blog.webgriffe.com/la-rivoluzione-dei-social-media/' rel='bookmark' title='Permanent Link: La rivoluzione dei Social Media'>La rivoluzione dei Social Media</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Tendenze del Web &#8211; Parte II</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 17:58:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tendenze del web]]></category>
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		<description><![CDATA[Nella prima parte pubblicata il mese scorso abbia parlato dei trend che si stanno facendo strada nel 2009: open data, dati strutturati, contenuti aggregati, applicazioni che filtrano i contenuti, real-time, personalizzazione, mobile (specialmente geo-localizzata) ecc. In questo articolo cercheremo di dare qualche risposta alla domanda che abbiamo posto alla fine del precedente articolo, ossia quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella <a href="http://blog.webgriffe.com/tendenze-del-web-parte-i/">prima parte pubblicata il mese scorso</a> abbia parlato dei trend che si stanno facendo strada nel 2009: open data, dati strutturati, contenuti aggregati, applicazioni che filtrano i contenuti, real-time, personalizzazione, mobile (specialmente geo-localizzata) ecc. In questo articolo cercheremo di dare qualche risposta alla domanda che abbiamo posto alla fine del precedente articolo, ossia quali sono i prodotti/siti che quest’anno stanno facendo qualcosa di nuovo e oltre il “Web 2.0″: un modo per cercare di definire in anticipo l&#8217;attuale era del Web.</p>
<h2>Cosa c&#8217;è di nuovo?</h2>
<p>Oltre ai trend già elencati abbiamo identificato altre tendenze che si potrebbero rivelare una novità di quest&#8217;anno, vediamole insieme.</p>
<div id="more">
<p><strong><a href="http://www.gazaro.com/"><img class="alignleft size-full wp-image-581" title="Gazaro logo" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/07/gazaro_logo.png" alt="Gazaro logo" width="153" height="51" /></a></strong><a href="http://www.gazaro.com/">Gazaro</a> è un nuovo servizio che vi permette di fare quel che loro chiamano &#8220;personal sales fliers&#8221; ossia un &#8220;volantino di offerte personalizzato&#8221; (al momento limitato ai prodotti elettronici). Invece di leggere tonnellate di annunci di occasioni sui giornali o sul web alla ricerca di quello più conveniente ora basta dire a Gazaro che tipo di prodotto ti interessa e pensa lui al resto. Il servizio setaccia il web alla ricerca delle migliori offerte e vi presenta i risultati in modo chiaro e arricchito di informazioni utili. È vero, direte voi, ce ne sono migliaia di questi servizi che fanno comparazione di prezzi (Kelkoo, Ciao ecc.) ma Gazaro va oltre: <strong>è intelligente!</strong> Gazaro sa che una &#8220;LCD&#8221; è un &#8220;LCD&#8221; o che un &#8220;laptop&#8221; è un &#8220;laptop.&#8221; Non fa un semplice match delle keyword inserite, ma comprende la differenza tra un laptop (un computer portatile) e i rispettivi accessori. In altre parole se cercate la parola &#8220;laptop&#8221; non vi verrà proposto l&#8217;acquisto di una borsa per il portatile o di un alimentatore perché Gazaro sa che non sono la stessa cosa.</p>
<p>Gazaro è fornito di <strong>Intelligenza Artificiale </strong>(AI): non è un neologismo ma la verità. L&#8217;azienda che lo ha creato ha sviluppato in passato soluzioni di AI per usi di tipo enterprise e ora lo ha applicato a un servizio web. Nella sua ricerca nel web Gazaro mette a confronto gli oggetti che trova con quelli che già conosce in modo da farsi una idea di cosa sono i nuovi oggetti trovati. Se trova qualcosa di sconosciuto cerca di comprenderlo con la sua AI&#8230; e più trova più comprende! Dopo aver capito cos&#8217;è un oggetto cerca di determinare se è una buona occasione per l&#8217;utente che ha fatto la ricerca. Associa quindi al prodotto un &#8220;Gazaro Deal Score&#8221; che rappresenta quanto buona è l&#8217;offerta. Questo valore è basato sulla storia del prezzo dell&#8217;oggetto, sul numero di volte che è stato messo in svendita, come è stato venduto dai vari vendor in passato e in questo momento. Tutte queste analisi sono fatte dalla AI di Gazaro per calcolare il numero da 1 a 10 che rappresenterà la &#8220;bontà&#8221; dell&#8217;offerta.</p>
<p>Per l&#8217;utente quel che fa l&#8217;AI è totalmente invisibile: lui vede solo una interfaccia molto semplice dove può inserire parole chiave utili alla ricerca, visualizzare i prodotti consigliati e scegliere la miglior offerta analizzando il grafico dello storico del prezzo. Gazaro può inoltre avvisare gli utenti di nuove offerte convenienti che appaiono nel tempo attraverso E-mail, RSS, o Twitter.</p>
<p><strong><a href="http://www.primalfusion.com/"><img class="alignleft size-full wp-image-580" title="Primal Fusion logo" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/07/primal_fusion_logo.gif" alt="Primal Fusion logo" width="191" height="52" /></a></strong><a href="http://www.primalfusion.com/">Primal Fusion</a> ha creato quella che loro stessi chiamano una &#8220;<strong>semantic technology platform</strong>&#8221; in grado di dare vita alla rappresentazione digitale dei nostri pensieri e delle nostre idee allo stesso modo in cui il &#8220;social networking&#8221; è in grado di rappresentare la nostra identità. Progettato per essere uno strumento alternativo nella ricerca di argomenti di interesse in modo molto simile al principio delle <strong>mappe mentali</strong>.</p>
<p>Una volta inserito il termine della ricerca viene proposta una tag cloud con parole legate al termine immesso. Cliccando su queste parole la ricerca viene ulteriormente filtrata e nuove parole vengono proposte sempre sottoforma di tag cloud rimanendo coerenti al tema originale. Ad esempio cercando &#8220;cambiamenti climatici&#8221; sarà visualizzata una tag cloud che comprende parole come &#8220;inquinamento&#8221;, &#8220;CO2,&#8221; &#8220;effetto serra&#8221; ecc. In aggiunta lo strumento può accingere a foto di servizi web tipo Flickr filtrando per le parole chiave ricercate.</p>
<p>Alla base dei primal fusion c&#8217;è la fonte dati di Wikipedia ma una volta iniziata la &#8220;ricerca&#8221; è possibile cambiare la fonte scegliendo un altro servizio web tra quelli previsti. A differenza di un normale motore di ricerca che visualizza i primi 10 risultati questo setaccia i risultati restituendo solo quelli rilevanti rispetto alla parola cercata. I risultati possono poi essere esportati in una pagina web, in un file o un RSS feed riportanti testi, link e immagini relativi alla ricerca.</p>
<h2>C&#8217;è dell&#8217;altro?</h2>
<p>Beh, questo aiutateci a scoprirlo e segnalateci i progetti, le sperimentazioni e i servizi online che pensate possano essere oggi incubatori di applicazioni che rivoluzioneranno il web nel prossimo futuro.</p></div>


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<li><a href='http://blog.webgriffe.com/3-motivi-per-cui-i-social-media-stanno-uccidendo-i-motori-di-ricerca/' rel='bookmark' title='Permanent Link: 3 motivi per cui i Social Media stanno uccidendo i Motori di Ricerca'>3 motivi per cui i Social Media stanno uccidendo i Motori di Ricerca</a></li>
<li><a href='http://blog.webgriffe.com/buttatevi-nei-social-media-anche-se-non-li-capite/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Buttatevi nei social media anche se non li capite!'>Buttatevi nei social media anche se non li capite!</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Siamo pronti per il Web 3.0?</title>
		<link>http://blog.webgriffe.com/siamo-pronti-per-il-web-30/</link>
		<comments>http://blog.webgriffe.com/siamo-pronti-per-il-web-30/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 09:25:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tendenze del web]]></category>
		<category><![CDATA[always on]]></category>
		<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[semantica]]></category>
		<category><![CDATA[web 3.0]]></category>
		<category><![CDATA[web strategy]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è ancora passata la moda di parlare di Web 2.0 e siamo già agli albori del nuovo trend: il Web 3.0. Le definizioni che si trovano in rete lo associano prevalentemente all&#8217;introduzione della semantica. A mio parere, però, il Web 2.0 è già semantico e una eventuale evoluzione delle potenzialità offerte dal meta-tagging potrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è ancora passata la moda di parlare di <strong>Web 2.0</strong> e siamo già agli albori del nuovo trend: il <strong>Web 3.0.</strong> Le <a title="Web 3.0" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_3.0">definizioni </a>che si trovano in rete lo associano prevalentemente all&#8217;introduzione della <a title="Web semantico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_semantico">semantica</a>.</p>
<p>A mio parere, però, <strong>il Web 2.0 è già semantico</strong> e una eventuale evoluzione delle potenzialità offerte dal <em>meta-tagging</em> potrà portare al più ad una <strong>versione intermedia</strong>.</p>
<p>La <strong>vera rivoluzione </strong>che potrà far parlare di Web 3.0 secondo me sta nel cosiddetto <strong>always on</strong>, nella possibilità, cioè, di essere sempre e costantemente connessi. Sarà da lì che nasceranno nuove visioni, nuovi servizi, <strong>nuove possibilità</strong> e solo ciò che è nuovo potrà determinare un <strong>salto di versione</strong>.</p>
<p>Se il mio punto di vista fosse corretto ne consegue che, almeno nel nostro Paese, <strong>non siamo ancora pronti </strong>a questa  rivoluzione. I <strong>costi di connessione</strong> sono ancora troppo alti e le <strong>connessioni wireless </strong>sono limitate a pochi <em>hot spot</em>.</p>
<p>Una volta superate queste barriere, però, essere uno dei paesi con <strong>la più alta diffusione di dispositivi mobili</strong> ci proietterà verso una <strong>vera rivoluzione</strong> commerciale, sociale e forse culturale. </p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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